CALCIO: Rimini, il quadro è sempre più fosco dopo il -11
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Peggio di così non poteva andare per il Rimini: gli ultimi barlumi della bella squadra che aveva conquistato la Coppa di serie C nella passata stagione si sono dissolti, lasciando in eredità solo il ricordo delle prove d’orgoglio offerte nelle tre partite ufficiali disputate nelle ultime settimane, le sconfitte onorevoli con Pescara e Gubbio e il pareggio di Pesaro. Nel frattempo, il Tribunale Federale ha inflitto una penalizzazione di 11 punti e oltre 10mila euro di multa al club biancorosso per gravi violazioni amministrative, tra cui il pagamento in ritardo degli stipendi e dei contributi. L’ex presidente Di Salvo è stata inibita per 16 mesi, mentre l’attuale proprietà Building Company rischia nuove sanzioni per la mancata fideiussione. La società è allo sbando: lo stadio “Romeo Neri” è stato chiuso dal Comune per irregolarità burocratiche, costringendo i giocatori a restare fuori dai cancelli. Intanto il tecnico Braglia medita l’addio e quasi tutti i big hanno rescisso o sono stati ceduti, lasciando in rosa solo pochi reduci e alcuni giovani in prestito. La nuova presidente Giusy Scarcella, contestata dalla tifoseria, si è detta disponibile a cedere il club al Comune o a terzi, ma chiede di essere rimborsata delle spese sostenute. A pagare le conseguenze peggiori sono anche i ragazzi del settore giovanile, fermi e senza possibilità di svincolo. Il sindaco Sadegholvaad ha ribadito la linea dura: senza pagamenti e rispetto delle regole, niente concessione dello stadio. Con una classifica già compromessa e una situazione societaria caotica, la sopravvivenza stessa del Rimini appare oggi un miraggio.
Foto: IPA Agency