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FORLI': Consigliere Pd morto, automobilista 27enne indagata

CRONACA - E' indagata, come atto dovuto, per omicidio stradale la 27enne automobilista che con la sua vettura ieri ha travolto e ucciso Gabriele Nuzzolo, 33 anni, esponente del Pd forlivese. La donna è stata sottoposta dai carabinieri intervenuti agli accertamenti tossicologici, previsti in questi casi. Secondo quanto ricostruito Nuzzolo si trovava seduto ad un tavolo del bar Chioschetto a Poggio la Lastra, abitato in Comune di Bagno di Romagna, nell'Appennino cesenate, in compagnia di altre otto persone. A poca distanza l'automobilista, al volante di una Range Rover, poco dopo le 19.20 ha iniziato una manovra di retromarcia. Un malore avrebbe colpito la donna che non ha più controllato il mezzo.     L'auto, con l'acceleratore ancora in funzione, è piombata sul gruppo a sedere. Alcuni sono riuscii ad evitare di essere investiti o ad essere colpiti di striscio, come tre dei presenti, feriti in modo lieve. Nuzzolo è stato travolto in pieno. Il suo corpo è finito schiacciato fra il tavolo ribaltato e il muro del locale. Il 118 ha tentato di rianimare il 33enne, ma non c'era nulla da fare.

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BOLOGNA: Acqua ok per l’estate, agricoltura più serena | VIDEO

ATTUALITÀ - Buone notizie per la disponibilità idrica in Emilia-Romagna e nel bolognese. A dirlo è Arpae, che ha diffuso la previsione irrigua per l’estate 2025. Una situazione sotto controllo, che fa respirare anche il settore agricolo. Dopo anni di emergenze tra siccità e alluvioni, l’Emilia-Romagna si presenta all’estate 2025 con un bilancio idrico più che positivo. I suoli sono ben carichi, le falde sopra la media, e le previsioni indicano precipitazioni nella norma o addirittura superiori. A confermarlo è Arpae, che ogni anno, grazie al servizio iCOLT, stima la richiesta irrigua delle colture sul territorio. E quest’anno, la domanda sarà più bassa del solito

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CESENA: Trevi, ad aprile e maggio commesse e ordini per 140 milioni

ECONOMIA - Trevi spa, divisione del gruppo Trevi, che realizza opere di fondazioni speciali e consolidamenti di terreni per grandi interventi infrastrutturali e Soilmec, divisione del gruppo Trevi che progetta e produce macchinari e impianti per l'ingegneria del sottosuolo, in continuità con il trend positivo d'inizio anno, si sono aggiudicate, nei mesi di aprile e maggio 2025, commesse e ordini per un valore totale di oltre 140 milioni, incrementando il portafoglio ordini del gruppo di fine maggio a 715 milioni. "Oltre alle recenti acquisizioni che hanno consolidato il nostro portafoglio ordini di gruppo", afferma Giuseppe Caselli, amministratore delegato del gruppo Trevi. "Stiamo lavorando, con buone prospettive, su - aggiunge - altre interessanti possibilità di sviluppo sia in Italia che all'estero". Fra le principali acquisizioni della divisione Trevi di aprile e maggio 2025 ci sono una serie di opere. Negli Stati Uniti la filiale americana Treviicos si è aggiudicata, in Joint Venture, una nuova commessa per l'esecuzione delle opere di fondazione e consolidamento necessarie alla realizzazione del nuovo tunnel ferroviario di Manhattan (New York City). Negli Emirati Arabi Uniti sono stati acquisiti due contratti per la realizzazione delle opere di fondazione di due nuovi complessi immobiliari. In Italia Trevi spa si è recentemente aggiudicata un contratto per un intervento di riqualificazione ambientale in un ex sito minerario. A Malta il proseguimento del consolidamento del fondale marino a Ras Hanzir, nel Grand Harbour di Valletta. La divisione Soilmec, nei primi due mesi del secondo trimestre 2025, ha acquisito nuovi ordini di macchine e servizi per circa 36 milioni.

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IMOLA: Truffa del falso incidente ai danni di un’anziana | FOTO

CRONACA - Un 39enne italiano, residente nel casertano, è stato denunciato dalla e false attestazioni sull’identità. L’uomo è stato trovato in possesso di anelli, collane, bracciali, spille in oro e denaro contante, asportati poche ore prima con la tecnica del “falso incidente” ad una anziana di 76 anni residente ad Imola. L’individuazione dell’uomo è avvenuta il 12 giugno scorso durante la regolare attività di vigilanza stradale da parte una pattuglia della Polizia Stradale di Bologna Sud. L’uomo, privo di documenti di identificazione, ha esibito un contratto di noleggio per l’auto intestato ad un’altra persona, senza fornire spiegazioni plausibili sul possesso del veicolo, manifestando sempre più nervosismo ed agitazione. Nell’approfondire i controlli, gli Agenti hanno verificato che le generalità dichiarate appartenevano non a lui ma al fratello. Inoltre, nell’ispezionare l’abitacolo hanno rinvenuto sul sedile anteriore una borsa contente monili in oro: bracciali, anelli e collane e la somma in contanti pari ad euro 10.900. I poliziotti sono quindi, riusciti a identificare la proprietaria dei monili e del denaro, una signora di 76 anni residente ad Imola.

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BOLOGNA: Vigilessa uccisa, imputato cancellò chat poco prima della morte

CRONACA - "Questa è una analisi interpretativa, non è una verità divina, ma sono sicuro che le cose sono andate così. Fino alle 15.39 Giampiero Gualandi ha interagito col contatto di Sofia Stefani, quindi la cancellazione della chat è avvenuta in un arco di tempo che arriva fino alle 15.55". Ovvero poco prima della morte di Sofia Stefani. Lo ha detto il maresciallo maggiore del nucleo investigativo dei carabinieri di Bologna, Matteo Filippone, testimoniando davanti alla Corte d'Assise di Bologna, presieduta dal giudice Pasquale Liccardo, nel processo a Giampiero Gualandi, 63enne ex comandante della polizia locale di Anzola Emilia (Bologna) accusato dell'omicidio volontario aggravato (dai futili motivi e dal legame affettivo) della collega Stefani, 33 anni, con cui aveva una relazione extraconiugale. Stefani è stata uccisa il 16 maggio 2024 da un colpo partito dalla pistola di ordinanza di Gualandi nell'ufficio dell'uomo, al comando di Anzola. Per la difesa dell'imputato si è trattato di un colpo partito accidentalmente durante una colluttazione, mentre per la Procura Gualandi ha ucciso Stefani intenzionalmente. Nell'udienza odierna si è svolto il controesame del perito informatico della difesa di Gualandi (presente in aula accanto ai suoi avvocati Claudio Benenati e Lorenzo Valgimigli), Lorenzo Benedetti, secondo il quale la cancellazione della chat non fu totale "ma selettiva", e il confronto con il consulente dell'accusa, maresciallo Filippone. Successivamente è cominciata la deposizione del consulente balistico della Procura (procuratrice aggiunta Lucia Russo), il maresciallo del Ris Luigi Desideri.   "Non c'erano ustioni, né bruciature, né tagli da ritenere che le mani della Stefani fossero state a contatto con la pistola o nelle immediate vicinanze dell'arma. In caso contrario ci sarebbero state delle ustioni o delle ferite sulle mani. La ricostruzione (della difesa, ndr) non può essere attendibile dal punto di vista tecnico scientifico, non si ritiene infatti che la vittima abbia afferrato la pistola". Lo ha detto il maresciallo del Ris di Parma Luigi Desideri, consulente balistico della Procura, testimoniando davanti alla Corte d'Assise di Bologna, nel processo nei confronti di Giampiero Gualandi, 63enne ex comandante della polizia locale di Anzola Emilia (Bologna) accusato dell'omicidio volontario aggravato della collega Stefani, 33 anni, con cui aveva una relazione extraconiugale.     Stefani è stata uccisa da un colpo partito dalla pistola di ordinanza di Gualandi nell'ufficio dell'uomo, al comando di Anzola. Per la difesa dell'imputato si è trattato di un colpo partito accidentalmente durante una colluttazione, mentre per la Procura Gualandi ha ucciso Stefani intenzionalmente.     Anche la perizia medico legale, ha sottolineato Desideri, incalzato dalle domande della procuratrice aggiunta Lucia Russo, esclude una colluttazione fisica e prolungata tra la vittima e Gualandi. "Non c'è presenza, inoltre, di contenuto genetico di Stefani sull'arma" ha ricordato sempre il consulente. "Sul grilletto, invece, è presente il contenuto genetico di Gualandi. Mancano poi le impronte della vittima sull'arma".     In definitiva, "tutti gli accertamenti del Ris di Parma insieme alle consulenze medico legali e balistiche fanno propendere che l'arma non sia stata toccata dalla vittima e la ricostruzione quindi della colluttazione non è attendibile per essere sostenuta", ha spiegato il maresciallo Desideri.

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