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CERVIA: Ex Farmografica, corteo "funebre" per scongiurare la chiusura | VIDEO

ATTUALITÀ - Nuova manifestazione ieri per i dipendenti della Ex Farmografica di Cervia dopo il colpo di scena delle ultime settimane che potrebbe aver definitivamente condannato l’azienda. Per le vie di Cervia è stata fatta sfilare una bara. Intonano il de profundis per la loro azienda e per il loro posto di lavoro i dipendenti della ex Farmografica di Cervia che sono tornati a sfilare dopo la doccia fredda dei giorni scorsi, quando è arrivata la notizia che l'imprenditore Riccardo Focaccia, che aveva rilevato lo stabilimento a ottobre, ha fatto retromarcia. La rinuncia è dovuta alla mancanza degli aiuti da parte del governo: 10 milioni per rimettere in piedi l'azienda danneggiata dopo l'alluvione. "L'ingranaggio della discussione si è interrotto in una maniera che ancora fatichiamo a comprendere - spiega il segretario della Slc Cgil Ravenna Saverio Monno - Uno shock per i dipendenti che dopo un anno e mezzo di cassa integrazione erano appena tornati a sperare in un futuro dentro l'azienda. Le lavoratrici e i lavoratori attualmente sono retribuiti per effetto di un accordo che abbiamo raggiunto con l'imprenditore Focaccia che ha garantito le retribuzioni di ottobre e novembre" Il governo ha spiegato che i fondi non possono essere assegnati perché la precedente proprietà, l'austriaca Mayr Melnhof, ha già ricevuto rimborsi assicurativi per i macchinari danneggiati. Senza quei soldi però, ha dichiarato Focaccia, non si può andare avanti. I sindacati ora chiedono un incontro col Ministro al Made in Italy, Adolfo Urso, per chiarire la questione: "Abbiamo richiesto un incontro al ministero alle istituzioni per affrontare una volta per tutte questa vertenza - conclude Monno - fin qui non abbiamo ricevuto risposte. Voci di corridoio suggeriscono che ci convocheranno. Però insomma, non è di un gioco a nascondino che abbiamo bisogno. Queste lavoratrici e questi lavoratori meritano rispetto.

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RIMINI: Minacce di morte a un prete, 39enne accusato di stalking

CRONACA - Ha perseguitato il sacerdote di una parrocchia di Rimini un cittadino rumeno 39enne senza fissa dimora a carico del quale è stata eseguita martedì sera un'ordinanza cautelare del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Come riporta la stampa locale, l'uomo con fare minaccioso entrava in chiesa per ricaricare il cellulare, ostile anche nei confronti dei parrocchiani, chiedeva aiuti economici sempre maggiori al parroco. "So dove abiti, ti ammazzo e te la faccio pagare", diceva al parroco. Una persecuzione che il sacerdote ha dovuto denunciare ai Carabinieri in diverse occasioni per evitare che la situazione degenerasse mettendo in pericolo i suoi parrocchiani. Iscritto nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, che ha chiesto l'emissione di una misura cautelare nei suoi confronti per stalking. Martedì sera, quindi i Carabinieri hanno notificato al rumeno, difeso d'ufficio dall'avvocato Varliero Giordano Fabbri l'ordinanza firmata dal Gip del Tribunale di Rimini, Raffaele Deflorio, con cui si ordina il divieto di avvicinamento al parroco e alla parrocchia. Inoltre il giudice ha autorizzato l'applicazione del braccialetto elettronico che monitorerà gli spostamenti del cittadino rumeno avvisando le forse dell'ordine qualora si dovesse avvicinare ad una distanza inferiore ai mille metri alla chiesa e al suo parroco.

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RAVENNA: 16enne violentata a una festa, indagato un giovane studente

CRONACA - Violentata da un coetaneo sconosciuto durante una festa privata. E’ quanto ha denunciato una 16enne ravennate che, nei giorni scorsi, è stata sentita dai giudici del Tribunale minorile di Bologna.  Nel corso dell’incidente probatorio, come spiega oggi il Resto del Carlino,  la giovane ha raccontato di essere andata a una festa lo scorso maggio, di avere bevuto e di essere stata condotta da un ragazzo in una stanza al piano di sopra. A quel punto il giovane avrebbe abusato sessualmente di lei. Dopo alcuni giorni la 16enne ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai genitori e di sporgere denuncia. Il giovane ravennate, ora indagato per violenza sessuale aggravata, è stato sentito dagli investigatori assieme ad altri coetanei che hanno partecipato alla festa. Ora gli atti sono in mano al pubblico ministero che dovrà decidere come procedere nell’accusa.

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