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BOLOGNA: Scontri durante il corteo dei neofascisti, non si placano le polemiche | VIDEO

CRONACA - Continuano le polemiche dopo gli scontri di sabato scorso a Bologna in occasione del corteo organizzato da alcuni gruppi neofascisti. Duri i commenti degli esponenti del Governo sia coi manifestanti che con l'amministrazione comunale, mentre fra sindaco e prefetto è botta e risposta sul mancato spostamento della manifestazione lontano dal centro cittadino Non si fermano le polemiche dopo gli scontri di sabato scorso a Bologna, con 10 manifestanti e tre agenti rimasti lievemente feriti e una lunga scia di interventi su quanto accaduto anche da parte della politica nazionale. Il primo, con toni durissimi, è stato il vicepremier Matteo Salvini, parlando di “zecche rosse, comunisti delinquenti e criminali da centri sociali”. “Ci hanno mandato 300 camicie nere nonostante ci fosse contrarierà alla manifestazione dei neofascisti all'interno del comitato per l'ordine pubblico; il Viminale ci deve delle risposte” la replica immediata del sindaco Matteo Lepore, ipotizzando neanche troppo velatamente strumentalizzazioni politiche e persino pressioni da Roma per confermare l'evento nel cuore della città. Neanche 24 ore dopo il prefetto, Attilio Visconti, ha fatto sapere che “la manifestazione era stata oggetto di approfondito esame in sede di comitato” e che “dopo un'attenta analisi si è preso atto della insussistenza di motivazioni che avrebbero potuto legittimare un divieto dello svolgimento della stessa”, smentendo categoricamente alcun genere di interferenza “dal Ministero dell'interno o da chiunque altro”, prendendosela con lo stesso Lepore e con la sua versione dei fatti. Eppure, stando al verbale del comitato, datato 5 novembre, emergerebbe come dallo stesso tavolo fosse emersa la volontà di spostare la manifestazione della Rete dei Patrioti e di Casapound “al di fuori del centro storico”, ipotizzando Piazza della Pace, vicino allo stadio. Qualcosa è però cambiato nelle ore successive e le scene di quanto accaduto a Bologna hanno fatto velocemente il giro del Paese. “Io c'ero al comitato, mi auguro che la prefettura vorrà rettificare” dice la capo di gabinetto del Comune, Matilde Madrid. Ad intervenire su quanto successo sono stati poi anche la premier Giorgia Meloni, che ha subito parlato di “sinistra che foraggia questi facinorosi anziché dare solidarietà alle forze dell'ordine”, oltre ai commenti in senso opposto di Anpi, della vicesindaca Clancy, del candidato alle Regionali Michele De Pascale e di numerosi esponenti del centrosinistra. Altro fronte aperto dalla vicenda, infine, riguarda alcuni video diffusi sul web in cui si vedono esponenti di estrema destra quasi dare ordini ai funzionari dell'ordine pubblico durante il corteo. Il sindacato di polizia Silp Cgil parla di episodio inaccettabile. La Questura smentisce e parla di “interlocuzioni che rientrano nel normale dialogo che nel corso di ogni manifestazione avviene al fine di garantirne l’ordinato e pacifico svolgimento”.

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RIMINI: Rivoluzione condhotel, “così attiriamo clientela di lusso” | VIDEO

ATTUALITÀ - Rimini apre ai condhotel con un bando in arrivo a breve per trasformare gli alberghi in strutture miste con appartamenti e servizi integrati. Per gli imprenditori si tratta di una grande opportunità di rilancio per il turismo.   Attrarre nuovi investimenti per riqualificare un patrimonio edilizio, quello degli hotel, vetusto. E così rilanciare il turismo. Su questa filosofia poggia la rivoluzione dei condhotel, le strutture miste albergo più residenza non ancora presenti a Rimini, seppure se ne discuta da anni. L'amministrazione comunale sembra voler aprire a questa strada in tempi molto celeri per riqualificare la fascia turistica tra il mare e la ferrovia. Già entro l’inverno, infatti, dovrebbe arrivare un bando pubblico che consentirà agli albergatori di presentare progetti di rinnovamento. Sarà possibile incorporare strutture abbandonate vicine e trasformarle in appartamenti, oppure servizi come centri benessere. La struttura mista è già presente altrove e mira ad attrarre una clientela di lusso, non particolarmente presente a Rimini, dato che gli inquilini dei condhotel potranno sfruttare servizi come la spa, la piscina e la pulizia in camera.

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ROMAGNA: Preoccupazione cooperatori, “Poca manodopera” | VIDEO

ECONOMIA - È stata realizzata un’indagine sull’andamento 2024 e le previsioni economiche del prossimo anno tra le cooperative associate a Legacoop Romagna, su un campione di una novantina di imprese grandi, medie e piccole di Ravenna (43%), Forlì-Cesena (36%) e Rimini (21%). Per quanto riguarda il 2024, il 63,3% delle imprese anticipa una chiusura in utile, in linea con il 2023; diminuisce la percentuale di chi prevede una perdita (10% contro il 13,4% dello scorso anno),  sale al 27% chi annuncia un bilancio in pareggio. Guardando al 2025, la percentuale di chi attende dodici mesi di stagnazione sale dal 53% al 67%. Al primo posto tra le principali preoccupazioni, oltre 6 imprese su 10 (lo scorso anno erano 4) mettono la difficoltà a reperire manodopera e figure professionali. Seguono la diminuzione della crescita economica, l’inflazione e il persistere del calo dei consumi. «La crescita insufficiente del Paese - dice il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi - preoccupa tutte le imprese, come dimostrano anche le rilevazioni di Confindustria. Ma quello che preoccupa maggiormente è il dato sulla carenza di personale: un problema ormai enorme, scoppiato già da oltre due anni». Conclude Lucchi E allora crescita debole del Paese, carenza di manodopera e calo dei consumi, preoccupano i cooperatori romagnoli

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EMILIA-ROMAGNA: Elezioni regionali, come e per cosa si vota | VIDEO

ATTUALITÀ - L’Emilia-Romagna al voto Le elezioni regionali in Emilia-Romagna si terranno domenica 17 e lunedì 18 novembre 2024. I seggi saranno aperti la domenica dalle ore 7 alle ore 23 e il lunedì dalle ore 7 alle ore 15. L'elettore deve presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l'ha smarrita può richiederla all'ufficio elettorale del comune di residenza. Per quanto attiene la modalità di voto ciascun elettore può votare solo per una candidata o candidato alla carica di presidente della Giunta regionale tracciando un segno sul relativo rettangolo; votare una candidata o candidato alla carica di presidente della Giunta regionale, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste; votare disgiuntamente per una candidata o candidato alla carica di presidente della Giunta regionale, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle altre liste non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste; votare a favore solo di una lista tracciando un segno sul contrassegno; in tale caso il voto si intende espresso anche a favore della candidata o candidato presidente della Giunta regionale a essa collegato. L'elettore può esprimere nelle apposite righe della scheda, uno o due voti di preferenza per una candidata o candidato a consigliere regionale, scrivendo il cognome (o il cognome e nome) della candidata/o o dei due candidati compresi nella stessa lista. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza.

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BOLOGNA: Femminicidio Matteuzzi, al via appello per Padovani

CRONACA - È cominciato davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Bologna, presieduta dal giudice Domenico Stigliano, il processo di secondo grado che vede imputato l'ex calciatore e modello 28enne Giovanni Padovani, condannato all'ergastolo per l'omicidio della ex fidanzata Alessandra Matteuzzi, 56 anni, assassinata a colpi di martello il 23 agosto 2022 sotto casa, a Bologna, in via dell'Arcoveggio. Il presidente della Corte ha negato la presenza in aula delle telecamere dopo che la difesa di Padovani, (avvocato Gabriele Bordoni) e il Comune Bologna, in qualità di parte civile, si sono opposti alla richiesta (favorevoli invece la Procura generale e le altre parti civili). Padovani - maglione nero e cappotto nero, barba ben curata - è in aula, rinchiuso dentro una delle gabbie. Poco prima dell'inizio dell'udienza, ha parlato brevemente con la madre che si era avvicinata alle sbarre.

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