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CALCIO: Il Ravenna si affida per la panchina ad Andrea Mandorlini

SPORT - Il Ravenna ha comunicato con una nota "di avere affidato la guida tecnica della squadra ad Andrea Mandorlini" dopo l'esonero di Marco Marchionnni. "Andrea Mandorlini, ravennate, dopo una brillante carriera da calciatore cui spicca lo scudetto dei record dell’Inter 88/89, ha mosso i suoi primi passi in panchina come allenatore in seconda della squadra giallorossa tra il 1994 e il 1998, contribuendo alla storica promozione in Serie B del 1996. Nel corso della sua carriera da allenatore ha guidato numerosi club ai vertici dei rispettivi campionati, ottenendo promozioni e partecipazioni ai playoff. Tra i risultati più significativi figurano la promozione in Serie A con l’Atalanta, la vittoria del campionato di Serie C1 con lo Spezia e il doppio salto dalla Lega Pro alla Serie A alla guida dell’Hellas Verona. A livello internazionale ha inoltre conquistato il campionato rumeno con il CFR Cluj".

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RAVENNA: Furti su autovetture, denunciato un minore straniero

CRONACA - I Carabinieri di Ravenna hanno identificato e denunciato in stato di libertà un giovane tunisino ritenuto uno dei presunti responsabili di una serie di danneggiamenti e furti su autovetture. I fatti risalgono alla notte dello scorso 3 novembre, quando i vetri di varie auto sono stati danneggiati, provocando cinquanta denunce. Fondamentali per le indagini sono state le immagini catturate dai sistemi di sorveglianza nelle zone interessate dai reati, che hanno permesso ai militari di identificare il presunto autore, un minore, denunciandolo alla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Bologna.

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FERRARA: Sgombero grattacielo, incognita sul suo futuro | VIDEO

ATTUALITÀ - A circa un mese dall’incendio divampato in una delle sue tre torri, il grattacielo di Ferrara - struttura simbolo della città estense, a pochi passi dalla stazione - è stato completamente sgomberato per gravi carenze strutturali. Circa 500 residenti hanno dovuto lasciare le proprie case: il sindaco Alan Fabbri parla di scelta necessaria, mentre le opposizioni denunciano l’emergenza sociale. Ed ora, ci si pone domande anche sul futuro dello stabile. A 24 ore dallo sgombero, il grattacielo di Ferrara resta vuoto e circondato dal silenzio. L’edificio, nato alla fine degli anni ’50 come simbolo di modernità e divenuto negli ultimi decenni emblema di degrado urbano, è tornato al centro del dibattito politico cittadino. Tutto è iniziato l’11 gennaio, quando un incendio nella torre B ha causato una ventina di intossicati ma, fortunatamente, nessuna vittima. L’episodio ha spinto il sindaco Alan Fabbri a disporre l’evacuazione dei residenti. Nei giorni successivi, però, i controlli hanno evidenziato gravi carenze strutturali e impiantistiche anche nelle torri A e C (quest’ultima più piccola), portando all’estensione dell’ordinanza a tutto il complesso. Lo sgombero totale è avvenuto la mattina del 12 febbraio. Il primo cittadino lo ha definito un atto di responsabilità per tutelare l’incolumità pubblica, mentre le opposizioni hanno criticato la gestione dell’emergenza per il forte impatto sociale. Molti dei circa 500 abitanti, infatti, non dispongono di soluzioni abitative stabili. Nel frattempo associazioni come Caritas, Viale K e la struttura di San Bartolo si stanno mobilitando per assistere chi è rimasto senza casa, mentre resta incerto il futuro del palazzo. Secondo Fabbri, la città mette così fine a una situazione “irrecuperabile” trascinata per anni tra proroghe e progetti falliti. Dal Partito Democratico, tramite il capogruppo regionale Paolo Calvano, arriva però l’invito al Comune ad andare oltre il “minimo indispensabile” e garantire interventi di sostegno più ampi e dignitosi per la comunità coinvolta.

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RIMINI: Confcommercio, l’Auditorium di viale Italia intitolato a Gianni Indino

ATTUALITÀ - Confcommercio Rimini rende omaggio a Gianni Indino a un anno dalla scomparsa intitolandogli l'auditorium della sede provinciale. Durante l'evento, previsto per martedì prossimo, verranno lanciati nuovi bandi di concorso per sostenere aziende e dipendenti del territorio. “La cerimonia di intitolazione – spiegano dall’associazione - rappresenta un’occasione significativa per rendere omaggio alla figura di Gianni Indino, che ha guidato Confcommercio provinciale con passione, competenza e profondo senso di responsabilità, lasciando un segno indelebile con la sua visione e il prezioso contributo offerto al mondo dell’imprenditoria e a tutto il territorio”. Nel corso dell’iniziativa in viale Italia 9 alle ore 12 verranno inoltre presentati ufficialmente i bandi di concorso per imprese e lavoratori, istituiti in memoria dell’ex presidente Indino. I bandi sono promossi da Confcommercio provinciale e dall’Ente Bilaterale del Terziario della provincia di Rimini, organismo composto dalle espressioni territoriali di Confcommercio, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. “L’appuntamento vuole essere non solo un momento di commemorazione, ma anche uno sguardo concreto al futuro, attraverso strumenti pensati per sostenere lo sviluppo delle imprese e valorizzare il lavoro nel settore del terziario, nel solco dei valori che hanno contraddistinto l’impegno di Gianni Indino”.

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EMILIA-ROMAGNA: Migranti, de Pascale, "no scontri, lavoriamo a soluzioni"

POLITICA - “Fra ieri sera e questa mattina ho sentito telefonicamente sia il sindaco di Bologna Lepore che il ministro Piantedosi. Due colloqui che hanno chiarito le reciproche posizioni e che spero aiutino a far ripartire il dialogo”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, intervenendo dopo aver ricevuto nel tardo pomeriggio di ieri la risposta del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, alla sua lettera, inviata anche alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e agli altri presidenti di regione, per chiedere all’esecutivo l’avvio di un confronto sui temi della sicurezza e soluzioni concrete ed efficaci frutto di un patto istituzionale con il Governo, i comuni e le amministrazioni territoriali. “Un sindaco- afferma de Pascale- non può apprendere dalla stampa cosa succederà nella sua città, un ministro ha il dovere di costruire una strategia nazionale e il diritto di trovare leale collaborazione dagli enti territoriali. Ho detto ad entrambi - sottolinea . che penso sia un errore far iniziare questo dialogo da un singolo strumento, il CPR, e circoscriverlo a una singola città, Bologna, peraltro, come tutti i capoluoghi di Regione, già gravata da tensioni e difficoltà maggiori rispetto al resto del territorio”.  In questo senso, prosegue, “avevo scritto al ministro qualche settimana fa affrontando molti temi legati alla sicurezza: dalle stazioni alla riforma della polizia locale, fino al tema, che ci preoccupa tutti, a maggior ragione dopo alcuni drammatici episodi di cronaca, della certezza della pena o dell’espulsione per soggetti socialmente pericolosi. Su questo ultimo punto, il Governo ritiene imprescindibile il potenziamento della rete dei CPR, mentre alle cittadine e ai cittadini da più parti arrivano dati e statistiche, quantomeno altrettanto autorevoli, che ne dimostrerebbero la sostanziale inefficacia e disumanità, oltre che la genericità dello strumento che si rivolgerebbe sia a soggetti pericolosi che a soggetti che non hanno mai commesso reati”. Peraltro, “le responsabilità di questi problemi in nessun modo possono essere attribuite in via esclusiva a questo Governo, ma sarebbero le stesse sin dalla loro istituzione nel 1998, dovute alla legge Turco-Napolitano, e meriterebbero un’analisi puntuale e seria, prima di qualsiasi decisione in tal senso”.  “Il punto per me- chiude quindi de Pascale-, rispetto a temi delicati ma purtroppo difficilmente eludibili, come espulsioni coattive e correlata detenzione amministrativa, non deve essere ‘CPR sì’ o ‘CPR mai in Emilia-Romagna’, ma confrontarsi per costruire una strategia condivisa, senza veti o forzature, anche partendo legittimamente da posizioni diverse”.

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