Ricerca

RIMINI: La premier Giorgia Meloni chiuderà l'edizione 2025 del Meeting

ATTUALITÀ - Sarà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a chiudere, il 27 agosto, la 46/a edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, in programma dal 22 al 27 agosto nel quartiere fieristico della città romagnola. Un appuntamento che, come da tradizione, vedrà la partecipazione di numerose figure istituzionali nazionali ed europee, a partire dai vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini. Nella giornata inaugurale interverrà anche l’ex premier Mario Draghi, con un focus sul futuro dell’Europa. Il programma della manifestazione, intitolata quest’anno “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”, è stato presentato oggi all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Attesi al Meeting anche la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, il vicepresidente della Commissione UE Raffaele Fitto e altri esponenti europei come Pina Picierno e Antonella Sberna. Grande rilievo avrà la presenza del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli S.S. Bartolomeo I, protagonista di un incontro sui 1700 anni dal Concilio di Nicea. Ricca anche la partecipazione ecclesiale con, tra gli altri, il cardinale Matteo Zuppi e rappresentanti delle Chiese di Algeri, Aleppo e Ucraina. La manifestazione, tra mostre, convegni, spettacoli ed eventi per ragazzi, si estenderà su oltre 120mila metri quadrati. In programma oltre 150 incontri con 550 relatori, 13 mostre e 17 spettacoli, oltre a un’ampia area sportiva e un villaggio ragazzi da 9mila mq. Confermata la gratuità dell’ingresso e dei parcheggi. Oltre tremila i volontari già coinvolti.

Thumbnail RIMINI: La premier Giorgia Meloni chiuderà l'edizione 2025 del Meeting

BOLOGNA: Duplice omicidio, indagato rientrato dalla Spagna | FOTO

CRONACA - E' rientrato in Italia Gennaro Maffia, il 48enne sospettato del duplice omicidio dei coinquilini Luca Gombi e Luca Monaldi, trovati morti il 2 giugno a Bologna, in piazza dell'Unità. L'uomo è stato finora detenuto nel paese iberico dopo la cattura, con mandato di arresto europeo, avvenuta all'aeroporto di Barcellona poche ore dopo il delitto. Concluse le procedure, è arrivato l'ok alla consegna alle autorità italiane. Il 48enne è atterrato oggi all'aeroporto di Fiumicino e portato nel carcere di Rebibbia, in esecuzione della misura cautelare emessa a suo carico. A breve ci sarà, poi, l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip, durante il quale l'indagato potrà confrontarsi, per la prima volta, con le autorità Italiane. Sul duplice omicidio di Luca Gombi e Luca Monaldi, che avevano affittato una stanza a Maffia, indaga la squadra mobile di Bologna, coordinata dalla Procura che aveva chiesto e ottenuto in tempi rapidi il mandato di arresto europeo.

Thumbnail BOLOGNA: Duplice omicidio, indagato rientrato dalla Spagna | FOTO

BOLOGNA: Omicidio Maroufi, in appello confermati tre ergastoli

CRONACA - Tre condanne all'ergastolo confermate, così come una delle condanne a 24 anni, mentre per uno degli imputati la pena è stata ridotta da 24 a 21 anni. È questa la decisione della Corte d'Assise d'Appello di Bologna, presieduta dal giudice Domenico Stigliano, per i cinque tunisini accusati dell'omicidio pluriaggravato del connazionale 25enne Kaled Maroufi, ucciso il 12 luglio 2022 in un'area ferroviaria dismessa in via Larga, alla periferia di Bologna. Nel dettaglio sono state confermate le condanne all'ergastolo per Attia Hamza, Mohamed Waz e Iheb Jawadou e quella a 24 anni di Hosni Nafzaoui. Pena lievemente ridotta invece per Azer Marzouk, condannato a 21 anni rispetto ai 24 inflitti in primo grado. La sostituta pg Licia Scagliarini aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. Secondo la ricostruzione dell'accusa il delitto sarebbe nato da una lite per un orologio rubato e la vittima sarebbe stata colpita più volte con un bastone, un coltello, calci e pugni, sfregiata e mutilata. Maroufi, infatti, era accusato dai suoi complici di essersi impossessato e aver fatto sparire l'orologio di lusso e i cellulari che la banda aveva rapinato pochi giorni prima a Rimini. Per questo i cinque lo sequestrarono e torturarono per ore in un capannone abbandonato. I cinque dopo il delitto tentarono di scappare ma furono rintracciati e arrestati dagli agenti della squadra Mobile.

Thumbnail BOLOGNA: Omicidio Maroufi, in appello confermati tre ergastoli

EMILIA-ROMAGNA: Casa Artusi e Qualivita candidano la cucina italiana a patrimonio culturale immateriale Unesco

ATTUALITÀ - Attività e progetti comuni dedicati alla divulgazione culturale, all’educazione alimentare, alla formazione e alla promozione del territorio, in Italia e all’estero. Con un obiettivo chiaro: tutelare e valorizzare la cultura alimentare e i prodotti agroalimentari di qualità, ponendo particolare attenzione al patrimonio delle Indicazioni Geografiche (DOP, IGP, STG). Sono i principali contenuti dell’accordo siglato a Forlimpopoli, durante le Feste Artusiane 2025, tra la Fondazione Casa Artusi e la Fondazione Qualivita. Un’intesa che punta, attraverso iniziative condivise, a sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco – proposta di cui Casa Artusi è comunità promotrice – rafforzando così il legame tra cultura, territorio e qualità. A sottoscrivere il protocollo sono stati Laila Tentoni, presidente della Fondazione Casa Artusi, e Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita, alla presenza di Alberto Ventura dell’assessorato Agricoltura della Regione Emilia-Romagna. Proprio con la Regione, Casa Artusi ha già in essere un accordo per la promozione delle eccellenze agroalimentari locali, firmato lo scorso anno dall’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi. Una collaborazione che rappresenta un passo importante nella costruzione di una rete tra le principali istituzioni culturali italiane impegnate a diffondere la cultura alimentare del nostro Paese. E un dialogo che unisce due opere simbolo: il ricettario artusiano, che ha raccontato come nessun altro la tavola italiana dopo l’Unità, e l’Atlante Qualivita, che fotografa e tutela l’identità produttiva nazionale oggi. “Quando istituzioni culturali di prestigio internazionale come Casa Artusi e Qualivita uniscono le forze, le possibilità di raggiungere risultati concreti crescono in modo esponenziale- ha sottolineato Mammi-. La Regione Emilia-Romagna sostiene con convinzione questo percorso, perché promuovere la cultura del cibo significa valorizzare la nostra storia, le tradizioni e l’economia locale. I nostri prodotti Dop e Igp sono un patrimonio straordinario, frutto del lavoro delle comunità e delle imprese agricole, che rappresentano un valore non solo economico, ma anche sociale e culturale”. “La condivisione del percorso di valorizzazione della straordinaria varietà di saperi e sapori che caratterizzano la nostra cultura gastronomica e che ne definiscono l’identità, come ben ha saputo rappresentare Artusi, è al centro dell’importante accordo con Qualivita- ha dichiarato Tentoni-. Ne sono particolarmente fiera anche proprio a sostegno del riconoscimento della cucina italiana quale patrimonio immateriale dell’umanità”. “La Fondazione Casa Artusi, in questi anni, ha rappresentato un esempio virtuoso – in Italia e nel mondo – di come il patrimonio culturale legato alla cucina possa diventare un valore attuale, grazie a un lavoro congiunto di ricerca scientifica e attività pratica- ha aggiunto Rosati -. Insieme, le nostre due Fondazioni possono offrire al sistema Italia un patrimonio integrato di competenze e risorse culturali che rappresentano, a 360 gradi, l’identità del Made in Italy enogastronomico”. L’accordo nasce anche dalla naturale complementarità tra le due istituzioni e dai rispettivi patrimoni: da un lato, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, pilastro della cultura gastronomica domestica italiana; dall’altro, l’Atlante Qualivita, che documenta, valorizza e tutela il sistema dei prodotti agroalimentari certificati, vero mosaico dell’eccellenza produttiva nazionale.

Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Casa Artusi e Qualivita candidano la cucina italiana a patrimonio culturale immateriale Unesco

BOLOGNA: Nell'area metropolitana meno incidenti, morti e feriti

ATTUALITÀ - Nel 2024 nella intera Città metropolitana di Bologna sono avvenuti 3.900 incidenti stradali con infortunati, 169 in meno rispetto a quelli rilevati nel 2023 (-4,2%). Sono 48 le persone decedute (29 in meno, che corrispondono a una diminuzione del 37,7%) e 5.151 quelle ferite (234 in meno, pari a un calo del 4,3%). Una tendenza positiva che risulta decisamente più marcata nel Comune di Bologna: nel 2024 rispetto al 2023, infatti, nel capoluogo gli incidenti si sono ridotti del 9,8% (212 in meno), le persone decedute del 47,6% (10 in meno) e quelle ferite del 10,7% (292 in meno). È quanto emerge dal report sugli incidenti stradali nei Comuni della Città metropolitana di Bologna, rilevati da tutte le forze dell'ordine, e pubblicato a cura dell'Ufficio statistica. "E' un risultato importante, che conferma quanto già emergeva dalle prime analisi provvisorie sull'efficacia della strategia Città 30. In particolare, la riduzione dei picchi di velocità si conferma come la misura più efficace tra quelle finora messe in campo", ha detto Simona Larghetti, consigliera metropolitana delegata alla Mobilità sostenibile.Il 70% degli incidenti si verifica in un contesto urbano, il 20% in extra-urbano, il 10% su autostrada e tangenziale. Anche la mortalità avviene maggiormente in ambito urbano. Tra le strade dove è stato rilevato almeno un incidente con infortunati, le statali Porrettana e via Emilia continuano a essere quelle con il maggior numero di sinistri, rispettivamente 83 e 62. A Bologna si concentrano più della metà degli incidenti (1.946) e 11 decessi, in diminuzione rispetto al 2023 (erano 21). Escludendo gli incidenti avvenuti su autostrada e tangenziale, il tasso di incidentalità della Città metropolitana evidenzia che ogni 1.000 abitanti ci sono 3,8 incidenti, e i Comuni dove tale tasso è più elevato sono, in ordine decrescente, Bentivoglio (7,8), Bologna (4,7), Argelato (4,3). Pedoni, ciclisti, ciclomotoristi e motociclisti comprendono il 54,2% dei decessi e la categoria più rappresentata nel 2024 è quella dei motociclisti, con 16 morti, mentre tra i pedoni i decessi sono 4, di cui 3 con un'età superiore agli 80 anni. Anche tra le diverse categorie di ciclisti si osservano 4 decessi, tra cui un morto su monopattino

Thumbnail BOLOGNA: Nell'area metropolitana meno incidenti, morti e feriti