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CESENA: Incidente tra camion, muore operaio di un cantiere in A14

CRONACA - Un operaio che stava lavorando in un cantiere autostradale dell'A14, in provincia di Forlì-Cesena, è morto coinvolto nelle conseguenze di uno scontro tra due camion, tra i caselli di Cesena e Valle del Rubicone. Intorno alle 15 di oggi, sono intervenuti i vigili del fuoco e il 118 e i soccorritori hanno estratto il conducente di uno dei mezzi pesanti, ferito alle gambe e portato in ospedale dal 118. Nulla da fare per l'operaio. Per le operazioni di soccorso è stata chiusa la carreggiata. Presenti anche la Polizia Stradale e personale di Autostrade. L'incidente avvenuto all'altezza del chilometro 106 dell'A14,  è stato provocato da un mezzo pesante che, fuori controllo, ha invaso il cantiere correttamente installato e segnalato, urtando i tre mezzi presenti nell'area dei lavori condotti da un'impresa appaltatrice. Sul posto sono intervenuti anche le pattuglie della Polizia Stradale e il personale della Direzione terzo tronco di Bologna di Autostrade per l'Italia. Le indagini per appurare la dinamica sono in corso da parte delle autorità preposte, ma non risulterebbero segni di frenata, speiga  Autostrade. A quanto si apprende l'operaio morto aveva 52 anni, il camionista ferito 54, entrambi italiani. Prima delle 17 si registravano sei km di coda a causa dell'incidente.

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RAVENNA: Migranti, Ocean Viking, in arrivo 101 migranti

ATTUALITÀ - Le 101 persone a bordo della nave Ocean Viking della Ong Sos Mediterranee sbarcheranno a Ravenna che "è stata indicata come porto per lo sbarco dei naufraghi - spiega la Ong - l'assegnazione di un porto così lontano costringe le persone in cerca di sicurezza ad un viaggio di 4 giorni su un mare agitato. Esortiamo le autorità italiane a designare un porto più vicino".

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BOLOGNA: Usano spray urticante per derubare un uomo, arrestati

CRONACA - La Polizia Locale di Ravenna ha proceduto, ieri, all’arresto di un 44enne, allontanatosi dalla Struttura terapeutica presso cui si trovava benché sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari (emessa dal Tribunale di Roma, lo scorso ottobre). Più in particolare, verso le 11.30 del 9 gennaio, è pervenuta nota di ricerca alla Sala Operativa, inerente l’evasione dagli arresti domiciliari di un soggetto maschile, con una breve descrizione del medesimo. Nemmeno mezz’ora più tardi una pattuglia della Polizia Locale ha notato, nei pressi di via Alberoni, un uomo del tutto corrispondente alla descrizione poco prima fornita e lo ha condotto presso il Comando. Espletate le operazioni di identificazione e appurato che si trattava effettivamente della persona ricercata, gli agenti procedevano all’arresto. Il 44enne, gravato da numerosi precedenti di polizia, al fine di rendersi irreperibile, aveva anche manomesso il braccialetto elettronico che gli era stato applicato. A seguito di perquisizione personale venivano rinvenute tre siringhe ancora confezionate e una modica quantità di sostanza stupefacente del tipo “hashish”, materiale immediatamente sequestrato. Processato questa mattina con rito direttissimo, il giudice convalidava l’arresto e disponeva la misura cautelare della custodia in carcere.

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BOLOGNA: Usano spray urticante per derubare un uomo, arrestati

CRONACA - Un ventenne e un minorenne, entrambi di origine straniera e con precedenti alle spalle, sono stati arrestati dai carabinieri a Bologna per rapina aggravata in concorso. Nella notte fra Natale e Santo Stefano, come ricostruito dai carabinieri nel nucleo radiomobile, in via Abba hanno fermato un uomo, un 30enne straniero, vicino a un distributore automatico di sigarette. Lo hanno avvicinato con il pretesto di chiederne una, poi uno ha spruzzato spray urticante sul volto della vittima, l'altro lo ha derubato del borsello che indossava. I due sono scappati, il 30enne è riuscito ad allertare il 112 e a descrivere i due aggressori. I militari dell'arma li hanno individuati insieme ad altri coetanei: con loro avevano ancora lo spray. Hanno poi ricostruito anche un altro tentativo di rapina, sempre usando lo spray, in via Canova. In questo caso, la vittima è riuscita ad allontanarsi. Il ventenne è stato portato in carcere, il minorenne è stato accompagnato al centro per la giustizia minorile per l'Emilia-Romagna.

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BOLOGNA: Malori al 118, chiusa indagine, anche ipotesi di simulazione

CRONACA - Si chiude con le contestazioni di stalking, lesioni e la formalizzazione dell'accusa di simulazione di reato l'inchiesta che coinvolge Claudio Tacconi, 44enne, ex coordinatore della centrale del 118 dell'Ausl di Bologna. La Procura, con la Pm Francesca Rago, gli ha notificato un avviso di fine indagine: avrebbe provocato malori a dieci colleghi, altri operatori della centrale, facendogli assumere farmaci mescolati a bevande e alimenti. Così facendo avrebbe creato un clima di sospetto, paura e diffidenza in un ambiente di lavoro delicato come lo è una centrale del 118, in particolare nel reparto degli operatori di elisoccorso. I fatti sono stati commessi da marzo 2020 in poi e nel corso dell'inchiesta, seguita dai carabinieri, Tacconi, ora difeso dall'avvocato Gabriele Bordoni, è finito ai domiciliari, mentre al momento non è sottoposto ad alcuna misura e non lavora più per l'Ausl. La simulazione di reato riguarda una querela che presentò a fine 2023 dicendo di essere stato a propria volta intossicato dopo aver bevuto un caffè e una tisana, oltre ad una rapina subita, denunciata un mese prima, in realtà mai avvenuta. "Per quanto riguarda i nostri assistiti - dice l'avvocato Davide Bicocchi che difende alcune delle vittime con l'avvocata Silvia Zanuccoli - siamo soddisfatti della chiusura delle indagini che hanno confermato il quadro accusatorio e non ci sono state novità che hanno portato sminuire i fatti".

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