FORLÌ: Pini, raccolta firme per rilanciare la Lega, “Massacrata da Salvini” | VIDEO
L’ex deputato della Lega, il forlivese Gianluca Pini, ha lanciato una raccolta firme contro l’attuale segretario del partito Matteo Salvini. Obiettivo fare rinascere la vecchia Lega Nord.
Convocare il congresso federale per far rinascere la vecchia Lega Nord, lo storico partito votato alla secessione, che si riconosceva nella Padania e nell’insegna verde del “Sole delle Alpi”. È questo l’obiettivo di Gianluca Pini, deputato leghista dal 2006 al 2018, oggi ai margini del partito dopo la svolta nazionalista di Matteo Salvini, verso il quale Pini non nasconde il proprio dissenso:
«Sono 35 anni che ho la tessera della Lega – spiega Pini – e vedere la Lega massacrata, esclusivamente per l’ego personale di una persona, di un soggetto che si è dimostrato totalmente inadeguato a governare, penso che gridi vendetta. E, come lo penso io, lo pensano tanti altri, perché da quando abbiamo lanciato questo comitato le adesioni sono fioccate in maniera incredibile».
Per dare supporto all’iniziativa è stata lanciata una raccolta firme, partita proprio da Forlì. Nelle prossime ore verrà aperto anche un sito web. L’obiettivo è convocare il congresso, scongelare il vecchio partito e nominare un nuovo segretario, scalzando così Salvini da una leadership che dura ormai da 13 anni. Una partita che guarda anche alle elezioni del 2027. Una mossa che non è andata giù al leader del Carroccio, che ha replicato chiamando in causa i guai giudiziari di Pini, che ha patteggiato una pena di quasi due anni per corruzione, anche in relazione alla vicenda della fornitura di mascherine durante la pandemia.
«Chi ha patteggiato 2 anni per corruzione è disposto a farsi carico dei 49 milioni di debito del vecchio partito?», hanno scritto dalla segreteria della Lega.
«Non sono più 49 milioni – replica Pini – sono molti meno, perché comunque sono stati pagati grazie ai contributi dei vecchi militanti, dei vecchi deputati della Lega Nord. Magari avranno contribuito in parte anche loro, non lo so, bisognerebbe guardare i bilanci. Sta di fatto che quello è un impegno che è stato preso nei confronti dello Stato, un impegno che verrà onorato».
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