8 GIUGNO 2026

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8 GIUGNO 2026 - 16:52


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EMILIA-ROMAGNA: Fine vita, la maggioranza deposita la legge | VIDEO

La maggioranza in Regione deposita la proposta di legge sul fine vita. Il testo, firmato da Pd, Avs, Movimento 5 Stelle e Civici, punta a disciplinare l’accesso al suicidio medicalmente assistito, fissando procedure uniformi dentro il servizio sanitario regionale. Il percorso potrà essere richiesto nei casi già indicati dalla Corte costituzionale: malattia irreversibile, sofferenze intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e piena capacità di prendere una decisione libera e consapevole.

La proposta si muove anche nel solco della legge toscana, dopo il riconoscimento della possibilità per le Regioni di intervenire sugli aspetti organizzativi e procedurali. Previsti commissioni multidisciplinari di valutazione, il coinvolgimento del Comitato regionale per l’etica nella clinica e la presa in carico pubblica, senza costi per il paziente.

“Vogliamo rendere concretamente esigibili diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale, nel pieno rispetto delle competenze regionali”, spiegano i consiglieri di maggioranza.

 




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EMILIA-ROMAGNA: Il progetto di legge sul fine vita approda in Assemblea regionale

Il progetto di legge sul suicidio medicalmente assistito in Emilia-Romagna è pronto per approdare in aula per l'approvazione finale: il testo che regola l'accesso alla procedura per i pazienti con malattie irreversibili e sofferenze intollerabili, ha infatti ottenuto il parere favorevole della commissione Sanità dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Ha votato a favore il centrosinistra, contrario in maniera compatta il centrodestra. Nel corso dell'esame sono stati approvati tre emendamenti di Valentina Castaldini (Forza Italia), che pur restando contraria alla legge ha ottenuto modifiche sul percorso di valutazione dei pazienti: la Commissione di valutazione dovrà effettuare una prima visita nel luogo in cui si trova il paziente e le attività connesse al suicidio assistito potranno essere svolte solo da personale su base volontaria. "Voterò contro questo progetto di legge, ma ho presentato alcuni emendamenti che mettono al centro la dignità del paziente e del malato nell'ultima fase della vita", spiega Castaldini. Approvato anche un emendamento di Elena Ugolini (Rete civica) che rende annuale, anziché biennale, la valutazione sull'applicazione della legge. Respinti gli emendamenti di Nicola Marcello (FdI), che chiedevano tra l'altro l'esplicitazione formale del rifiuto delle cure palliative da parte di chi accede alla procedura. Per Paolo Trande, consigliere di Avs e relatore della legge, l'accoglimento degli emendamenti delle minoranze rientra nello spirito di ascolto seguito fin dall'inizio dei lavori: "L'importante è non intaccare il proposito di dare certezza ed equità al diritto all'autodeterminazione".