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Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Dopo Bonaccini, al voto entro 5 mesi | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Dopo Bonaccini, al voto entro 5 mesi | VIDEO

POLITICA - Con l’elezione di Bonaccini al parlamento europeo si apre la corsa alla nuova presidenza della regione Emilia-Romagna. Le prossime elezioni potrebbero arrivare tra pochi mesi. Tre mesi per indire una nuova chiamata alle urne, due mesi per fissare la data. Potrebbero svolgersi già tra 5 mesi le elezioni in Emilia-Romagna del nuovo Presidente della Regione, viste le dimissioni, ormai imminenti di Stefano Bonaccini, eletto al Parlamento Europeo. Lo ha deciso l’Assemblea Legislativa, che ha votato un emendamento alla legge elettorale del 2014 nel quale vengono fissati i tempi per chiamare gli elettori al voto dopo l’addio del governatore. Secondo il vecchio provvedimento si sarebbe dovuti andare al voto tra aprile e giugno del prossimo anno. Un periodo quindi di quasi un anno, che la maggioranza ha giudicato troppo lungo, correndo quindi ai ripari. Una mossa che l’opposizione non ha però colto con favore. “Siamo per votare il prima possibile, ma votiamo contro l’emendamento visto che non c’è stato dato il tempo di approfondire”, sottolinea Marta Evangelisti (Fdi). Duro anche Simone Pelloni (Rete civica) che avverte “il Presidente Bonaccini ha deciso quando finiva la legislatura, la maggioranza decide quando si vota: peccato che la legge elettorale dovrebbe essere tema dell’Assemblea, dunque tema unitario”. “Si tratta solo di una modifica tecnica di una legge elettorale che abbiamo votato all’unanimità tutti insieme, noi lavoriamo in maniera seria”, replica Marcella Zappaterra (Pd) il cui intervento si basa sul principio costituzionale per il quale bisogna svolgere le elezioni nel minor tempo possibile. Insomma, a conti fatti il voto per il nuovo presidente potrebbe arrivare già a novembre, o comunque entro fine anno. Già nelle prossime settimane entrerà quindi nel vivo la corsa alle candidature per il dopo Bonaccini. Diversi i nomi che girano per il centrosinistra mentre la compagine del centrodestra è stata fino ad ora più abbottonata nelle proposte. Certo è che, visti i tempi, bisognerà fare in fretta.

Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Il segretario Pd Tosiani, “Qui miglior risultato d'Italia” | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Il segretario Pd Tosiani, “Qui miglior risultato d'Italia” | VIDEO

E' un futuro roseo quello che vede il Pd regionale davanti a sé, dopo le consultazioni europee e amministrative. Il segretario dem dell'Emilia Romagna, Luigi Tosiani, fa il punto sui risultati elettorali e si prepara alla prossima sfida: quella delle regionali. “Siamo il primo partito in Emilia-Romagna e abbiamo vinto nelle città più popolose della Regione 18 Comuni su 20. E 8 su 10 sono capoluoghi”. E' estremamente positivo il bilancio di Luigi Tosiani, segretario regionale del Pd, che fa la sintesi dei risultati di Europee e Comunali, orgoglioso della performance del Pd - che qui – rimarca - ottiene il miglior risultato d'Italia - e delle preferenze incassate anche nei territori alluvionati. E ora i dem accelerano per andare alle urne il prima possibile e capitalizzare il successo, schierando un campo larghissimo modello Modena, Reggio Emilia e Cesena. E sul candidato per le regionali, Tosiani conferma la scadenza già indicata dal Pd: sarà scelto entro l'estate. Nei prossimi giorni verrà avviata la "Fabbrica Emilia-Romagna" con quattro tappe in giro per la regione e l'obiettivo di varare il programma. In vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna - ha sottolineato Tosiani -, il percorso non cambia, anzi si rafforza nel risultato delle europee e delle amministrative nella nostra regione, perché il Partito democratico è il primo partito di questa regione e, con ancora più forza, aumenta i voti validi alle europee. Aumenta la percentuale rispetto a 5 anni fa e di 8 punti rispetto alle elezioni politiche. Il percorso si rafforza anche delle vittorie nei comuni". "Vinciamo nei tre capoluoghi che governavamo al primo turno - ha proseguito Tosiani -. Ci sono 17 dei 20 comuni più popolosi dell'Emilia-Romagna che governa il centrosinistra. Otteniamo una vittoria nel 70% dei Comuni di questa regione e continuiamo a governare. Quindi ci sono le condizioni - ha sottolineato - perché questo percorso sia ancora più forte. Sarà in campo nei prossimi giorni 'La fabbrica Emilia-Romagna', che abbiamo lanciato come percorso programmatico, che arriverà a mettere in campo le idee, i contenuti e poi vedremo la data del voto e certamente lo approcciamo con grande umiltà ma anche con la consapevolezza di poter fare bene".

Thumbnail ROMAGNA: Calo di voti nella Lega, lite a distanza tra Morrone e Pompignoli | VIDEO

ROMAGNA: Calo di voti nella Lega, lite a distanza tra Morrone e Pompignoli | VIDEO

La Lega in difficoltà in queste elezioni. Il partito guidato da Matteo Salvini ha perso voti sia alle europee che in molti comuni del territorio. Si apre ora una discussione interna al partito con un litigio a distanza in diretta su Teleromagna durante la maratona elettorale condotta da Ludovico Luongo. Il 24% dei voti in meno. Questa l’emorragia di voti della Lega, che alle europee del 2019 aveva preso il 34% e che questo fine settimana si è ritrovata con il 9%. Un calo, quello del Carroccio, che si è verificato anche alle amministrative in molti comuni del territorio. A Forlì, 5 anni fa, il partito guidato da Salvini aveva preso il 24% mentre questo fine sttimana non ha superato l’8%. Stessa cosa a Cesena con un calo di circa 15 punti percentuali. Numeri che preoccupano il consigliere regionale della Lega Pompignoli:”Certamente credo che una riflessione si debba aprire, io penso che nessuno oggi possa dirsi soddisfatto” Una ipotesi rifiutata con fermezza da Jacopo Morrone, alla guida della Lega Romagna che guarda alla sostanziale tenuta registrata in confronto alle politiche del 2022: “Ma soprattutto con un segretario, Salvini, che in modo lungimirante aveva indicato la compagine di Marine Le Pen come la guida in Europa. Abbiamo visto i risultati in Francia, quindi non capisco alcun tipo di critica o altro” Certo è che ora bisognerà ricompattare i ranghi perché tra pochi mesi sarà il momento di scegliere il nuovo presidente della regione. “E’ vero che il Pd è il primo partito – avverte Pompignoli - però la coalizione di centrodestra è avanti, per cui credo che se riuscissimo a trovare un buon candidato potremmo giocarcela su tutti i fronti”


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