Formare una nuova generazione di cooperatori capace di affrontare le trasformazioni economiche e sociali, assumere responsabilità nelle imprese e contribuire alla rappresentanza del movimento cooperativo. È l'obiettivo del percorso promosso da Confcooperative Emilia-Romagna e dal Gruppo Giovani Imprenditori, che ha portato alla presentazione del Manifesto della Scuola politica cooperativa.
Il documento nasce dall'esperienza della prima edizione della scuola, organizzata nell'ottobre 2025 a Monte Sole, nel territorio di Marzabotto, dove oltre 30 giovani tra imprenditori, dirigenti e collaboratori di cooperative provenienti da tutta la regione si sono confrontati sui principali cambiamenti in atto nella società e nell'economia.
«Il futuro della cooperazione dipende certamente dalla capacità delle nostre imprese di essere competitive, ma anche dalla qualità delle persone che saranno chiamate a guidarle e a rappresentarle», sottolinea il presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, Francesco Milza. Per Milza, il ricambio generazionale «non può essere ridotto a un semplice passaggio di testimone», ma deve mettere in relazione esperienza e innovazione, creando «concretamente le condizioni perché le nuove generazioni possano assumere responsabilità, anche negli organi amministrativi delle cooperative e nei luoghi della rappresentanza».
La presentazione del Manifesto si è svolta al Palazzo della Cooperazione di Bologna, in occasione della prima riunione dopo la pausa estiva del Gruppo Giovani Imprenditori, che ha anche definito le linee di lavoro per i prossimi mesi.
La Scuola politica cooperativa, dal titolo "La cooperazione che si fa istituzione", era stata organizzata negli spazi della cooperativa di comunità Il Poggiolo – Rifugio Re_esistente, in collaborazione con AICCON. Il programma aveva affrontato temi quali disuguaglianze ed economia sociale, migrazioni, amministrazione e democrazia, neomutualismo digitale, filiere produttive e distretti cooperativi.
«Quell'esperienza ci ha confermato quanto sia urgente tornare a parlare di politica nel senso più ampio del termine e della funzione politico-sindacale che un'associazione come la nostra è chiamata a esercitare», afferma Eduardo Raia, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcooperative Emilia-Romagna. L'obiettivo, spiega, è comprendere le cause delle disuguaglianze e contribuire alla costruzione «di un sistema economico e sociale più giusto».
Il Manifesto, redatto da AICCON e curato da Andrea Baldazzini, responsabile dell'Area Welfare ed Economia Sociale, raccoglie e sviluppa le riflessioni emerse durante la scuola, proponendo una riflessione sul futuro della rappresentanza cooperativa. Al lavoro hanno contribuito, tra gli altri, il direttore di Confcooperative Emilia-Romagna Pierlorenzo Rossi, Andrea Sangiorgi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcooperative, il funzionario con delega ai giovani Davide Pieri, Francesca Battistoni di Social Seed e il direttore di AICCON Paolo Venturi, oltre ad alcuni partecipanti alla prima edizione.
Tra le proposte emerge anche un nuovo modello di formazione alla rappresentanza cooperativa, basato su quattro elementi: coscienza di luogo, apertura al confronto con realtà esterne al mondo cooperativo, prospettiva intergenerazionale e valorizzazione dell'informalità e della residenzialità.
«La capacità del movimento cooperativo di costruire il proprio futuro passa dall'innovazione imprenditoriale, ma anche da quella della rappresentanza», osserva Baldazzini, secondo cui «sfide sistemiche richiedono risposte sistemiche» e quindi una rappresentanza capace di rinnovarsi.
Il percorso non si fermerà alla prima edizione. Confcooperative Emilia-Romagna e il Gruppo Giovani Imprenditori stanno infatti lavorando alla seconda edizione della Scuola politica cooperativa, prevista tra l'autunno e l'inverno del 2026, con l'obiettivo di dare continuità all'esperienza avviata a Monte Sole.