23 GENNAIO 2026

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23 GENNAIO 2026 - 08:33


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ROMAGNA: Metalmeccanica, FIM CISL, "territorio in difficoltà" | VIDEO

Metalmeccanica romagnola in affanno tra calo degli ordini, transizione industriale e una crescente fragilità occupazionale: dal Consiglio Generale della FIM CISL Romagna arriva l’allarme. Nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini emergono segnali diffusi di rallentamento produttivo e un utilizzo degli ammortizzatori sociali che assume sempre più un carattere strutturale, soprattutto nelle imprese medio-piccole. I dati sulla cassa integrazione mostrano un quadro frammentato. Nei primi nove mesi del 2025 in Romagna si registra un calo complessivo del 13%, ma con forti differenze territoriali: Rimini e Ravenna segnano una riduzione delle ore rispettivamente del 26,06% e del 14,42%, mentre Forlì-Cesena evidenzia un aumento del 15,70%, in controtendenza rispetto al dato regionale. Un segnale che rafforza le preoccupazioni sul futuro di alcune filiere produttive. Per FIM CISL il Contratto Collettivo Nazionale dei Metalmeccanici sarebbe un elemento di stabilità in una fase di forte incertezza economica. L’accordo prevederebbe un aumento di 205 euro sui minimi al livello medio C3 in quattro anni, la tutela del potere d’acquisto attraverso il meccanismo IPCA-NEI e nuove misure contro la precarietà, insieme a interventi su orario di lavoro, formazione, sicurezza e diritti. Un pacchetto che rafforzerebbe  il ruolo del CCNL come principale strumento di tutela collettiva e di equilibrio tra lavoro e impresa.




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

EMILIA-ROMAGNA: Caro bollette, spesi 2.270 euro a famiglia nel 2025 | VIDEO

Le tensioni internazionali e il conflitto in Iran rischiano di avere ripercussioni anche sulle bollette energetiche. Secondo gli esperti, l’aumento del prezzo delle materie prime potrebbe tradursi in nuovi rincari per famiglie e imprese nei prossimi mesi. In questo contesto, i dati del 2025 fotografano già una spesa elevata per le famiglie dell’Emilia-Romagna. Secondo un’analisi di Facile.it basata sui consumi dichiarati da oltre 103 mila utenze domestiche, lo scorso anno la spesa media per luce e gas è stata di 2.270 euro, di cui 745 euro per l’energia elettrica e 1.525 euro per il gas. Il valore è leggermente inferiore al 2024, ma resta molto più alto rispetto al 2018, quando le bollette pesavano meno di 1.300 euro. A livello provinciale, per la luce la spesa più alta si registra a Ferrara con 793 euro, seguita da Modena (783 euro) e Reggio Emilia (763 euro). Le bollette più leggere sono invece a Bologna (696 euro), davanti a Rimini e Forlì-Cesena (737 euro). Per il gas, la provincia più costosa è Parma, con una spesa media di 1.726 euro, seguita da Ferrara (1.655 euro) e Ravenna (1.649 euro). Costi più contenuti a Bologna (1.330 euro), Piacenza (1.442 euro) e Forlì-Cesena (1.477 euro). Secondo gli esperti, proprio l’instabilità geopolitica rende ancora più importante monitorare periodicamente le offerte sul mercato e valutare eventualmente il cambio di fornitore per limitare l’impatto di possibili nuovi rincari.