2 SETTEMBRE 2025

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2 SETTEMBRE 2025 - 15:36


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POLICORO: Arpor inaugura la più grande cella frigo del Sud Italia | VIDEO

Arpor ha inaugurato oggi a Policoro il più grande magazzino robotizzato a -25 gradi del Mezzogiorno, un impianto all’avanguardia che completa il ciclo produttivo della cooperativa agricola del Gruppo Orogel. L’investimento, pari a 40 milioni di euro, rafforza la presenza dell’azienda in Basilicata, dove dal 2009 ad oggi sono stati destinati oltre 100 milioni per innovazione, tecnologia e sostenibilità. Entro il 2026 sono previsti ulteriori 10 milioni di investimenti.

La nuova cella refrigerata, presentata dal direttore Impianti e Tecnologie del Gruppo Orogel Valter Zino, ha una capacità di stoccaggio di 32mila posti-pallet per oltre 15mila tonnellate di prodotto, con un volume complessivo di 150mila metri cubi. L’impianto mantiene una temperatura costante di -25°C grazie a quattro trasloelevatori che movimentano fino a 96 unità all’ora in ciclo combinato. L’anticella di movimentazione, disposta su due piani per un totale di 2.500 metri quadrati, è controllata a +5°C e dotata di sistemi di movimentazione interamente automatizzati.

Il cuore tecnologico è rappresentato da una centrale frigorifera da 4.500 kWf di potenza di raffreddamento, abbinata a un impianto elettrico che sfrutta l’energia prodotta da cogenerazione e fotovoltaico. Il magazzino integra anche un sistema ORS per la riduzione della percentuale di ossigeno, volto a prevenire il rischio di incendi e a incrementare i livelli di sicurezza.

All’inaugurazione erano presenti le istituzioni locali e nazionali: il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, l’assessore regionale alle Politiche agricole Carmine Cicala, il senatore e consigliere politico del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, Giorgio Salvitti, e il sindaco di Policoro Enrico Bianco.

Il governatore Bardi ha parlato di “opera straordinaria, realizzata in appena un anno, che conferma la capacità del Gruppo Orogel e di Arpor di investire con visione e concretezza in Basilicata. Un risultato che genera valore economico, occupazionale e sociale. La Regione – ha aggiunto – è orgogliosa di essere parte di questo percorso e pronta a rafforzare la collaborazione con chi ha saputo coniugare innovazione, qualità e rispetto del territorio”.

L’assessore Cicala ha rimarcato come l’impianto rappresenti “un risultato straordinario, importante per il comparto agroalimentare, sempre sostenuto dalla Regione. Le persone che vi lavorano quotidianamente e l’attenzione alla sostenibilità ambientale fanno la differenza”.

Il senatore Salvitti ha sottolineato la linea del Ministero dell’Agricoltura “a favore delle aree interne e delle filiere agroalimentari. Qui si parte dal raccolto per arrivare al prodotto sulle tavole degli italiani con eccellenza e qualità, valorizzando la biodiversità del territorio”.

Per Arpor, la nuova infrastruttura non rappresenta soltanto un avanzamento in termini di efficienza logistica, ma anche un investimento in innovazione sostenibile e sicurezza, in grado di rafforzare la competitività del distretto agroalimentare lucano nel panorama nazionale ed europeo.




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ROMAGNA: Cassa di Ravenna chiude il 2025 con utili in forte crescita

Crescono utili, dividendi e solidità patrimoniale per la Cassa di Ravenna Spa, capogruppo dell’omonimo gruppo bancario privato e indipendente fondato nel 1840. Il Consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale Nicola Sbrizzi, ha approvato i risultati individuali e consolidati del 2025, illustrati dal presidente Antonio Patuelli in una lettera agli azionisti. La Cassa ha chiuso l’esercizio con un utile lordo di 64,5 milioni di euro, in aumento del 22,83%, e un utile netto di 48,7 milioni (+31,62%), dopo il pagamento di 17,157 milioni di euro di imposte, comprese quelle sulla riserva indisponibile costituita nel bilancio 2023. Il Consiglio ha deliberato la proposta di distribuzione di due dividendi: uno ordinario, in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, e uno straordinario derivante dall’affrancamento della riserva inizialmente indisponibile. La somma complessiva equivale a un’azione ogni 17 possedute, senza oneri fiscali per gli azionisti, oppure – a richiesta – a un dividendo in contanti pari a 97 centesimi lordi per azione (80 centesimi ordinari e 17 straordinari). Una scelta che, sottolinea la banca, ha anche una rilevante utilità sociale, in particolare per le iniziative della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, principale azionista. Nel 2025 si è ulteriormente rafforzata la solidità patrimoniale: il CET1 ratio della Cassa si attesta al 25,44% e il Total Capital Ratio al 26,13%. Positivi anche i principali indicatori economici, con un margine di interesse pari a 79,4 milioni (+3,69%), commissioni nette a 57,4 milioni (+8,45%) e un margine di intermediazione di 161,9 milioni (+9,98%). Le rettifiche e gli accantonamenti per rischio di credito, definiti prudenti, scendono a 14,1 milioni (-4,68%). In crescita la raccolta, con quella diretta che sale a 4.684 milioni (+1,10%) e quella indiretta a 6.532 milioni (+16,41%), per una raccolta globale di oltre 11,2 miliardi (+9,5%). I crediti deteriorati netti si riducono del 65,37% e rappresentano lo 0,79% dei crediti totali. Le erogazioni di mutui alle famiglie segnano un balzo del 36,8%, mentre gli impieghi complessivi diminuiscono del 2,46% per effetto di cessioni pro-soluto di crediti deteriorati e della minore domanda da parte delle imprese. Nel corso dell’anno sono state inaugurate due nuove filiali, a Cervia e Comacchio. Positivo anche il bilancio consolidato del Gruppo Cassa, che chiude il 2025 con un utile lordo di 78,8 milioni (+3,98%) e un utile netto di 51,3 milioni (+7,92%). I coefficienti patrimoniali di vigilanza risultano ampiamente superiori ai requisiti regolamentari: il CET1 ratio sale al 20,87% a fronte dell’8,66% richiesto, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 21,89% contro il 12,86% previsto. La raccolta globale consolidata cresce a 15,8 miliardi di euro (+8,3%), con un forte aumento del risparmio gestito, mentre i crediti deteriorati netti del Gruppo scendono allo 0,83% degli impieghi (-37,2%). Risultati che, sottolinea la banca, sono legati anche ai significativi interventi di efficientamento tecnologico, realizzati con il contributo del CSE, centro servizi innovativo del Gruppo.