22 DICEMBRE 2025

11:36

NOTIZIA DI ECONOMIA

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22 DICEMBRE 2025 - 11:36


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ROMAGNA: Allarme commercio, Gozi a TALK24, “tassazione troppo alta” | VIDEO

Il tessuto economico romagnolo è composto in larga parte da piccole e medie imprese del commercio al dettaglio, un settore che da anni attraversa una fase di difficoltà strutturale senza segnali concreti di inversione di tendenza. È quanto emerge dall’analisi dell’osservatorio di Confesercenti Ravenna Cesena, illustrata da Graziano Gozi, direttore dell’associazione, intervenuto alla trasmissione Talk 24 condotta da Ludovico Luongo. Il commercio di prossimità vive una crisi profonda e prolungata, visibile soprattutto nei centri delle città, dove il numero delle serrande abbassate è in costante aumento. Sempre meno persone scelgono di investire in un’attività di commercio al dettaglio, scoraggiate da costi elevati, margini ridotti e da un contesto competitivo sempre più complesso. Il confronto con i grandi operatori della vendita online appare oggi fortemente sbilanciato. La competizione non è considerata persa in assoluto, ma risulta impari a causa di condizioni di partenza profondamente diverse. L’assenza di regole uguali per tutti, in particolare sul piano fiscale, rappresenta uno degli elementi di maggiore criticità. I colossi del web beneficiano di una tassazione nettamente più agevolata, mentre le piccole attività commerciali sono sottoposte a un carico fiscale molto elevato, che incide in modo significativo sulla sostenibilità delle imprese. Accanto agli interventi normativi, emerge anche la necessità di un cambiamento culturale. Rafforzare la consapevolezza del valore del commercio di prossimità significa riconoscerne il ruolo economico e sociale all’interno delle comunità locali. Le piccole attività rappresentano un valore aggiunto per le città, contribuendo alla vitalità dei centri urbani, alla qualità della vita e alla coesione sociale.

Il quadro delineato evidenzia come, senza politiche mirate e condizioni di concorrenza più eque tra commercio tradizionale e vendita online, il rischio sia un ulteriore impoverimento del tessuto commerciale urbano.

 

 

 

 

 




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EMILIA-ROMAGNA: Giovani imprenditori, il Manifesto della Scuola politica cooperativa

Formare una nuova generazione di cooperatori capace di affrontare le trasformazioni economiche e sociali, assumere responsabilità nelle imprese e contribuire alla rappresentanza del movimento cooperativo. È l'obiettivo del percorso promosso da Confcooperative Emilia-Romagna e dal Gruppo Giovani Imprenditori, che ha portato alla presentazione del Manifesto della Scuola politica cooperativa. Il documento nasce dall'esperienza della prima edizione della scuola, organizzata nell'ottobre 2025 a Monte Sole, nel territorio di Marzabotto, dove oltre 30 giovani tra imprenditori, dirigenti e collaboratori di cooperative provenienti da tutta la regione si sono confrontati sui principali cambiamenti in atto nella società e nell'economia. «Il futuro della cooperazione dipende certamente dalla capacità delle nostre imprese di essere competitive, ma anche dalla qualità delle persone che saranno chiamate a guidarle e a rappresentarle», sottolinea il presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, Francesco Milza. Per Milza, il ricambio generazionale «non può essere ridotto a un semplice passaggio di testimone», ma deve mettere in relazione esperienza e innovazione, creando «concretamente le condizioni perché le nuove generazioni possano assumere responsabilità, anche negli organi amministrativi delle cooperative e nei luoghi della rappresentanza». La presentazione del Manifesto si è svolta al Palazzo della Cooperazione di Bologna, in occasione della prima riunione dopo la pausa estiva del Gruppo Giovani Imprenditori, che ha anche definito le linee di lavoro per i prossimi mesi. La Scuola politica cooperativa, dal titolo "La cooperazione che si fa istituzione", era stata organizzata negli spazi della cooperativa di comunità Il Poggiolo – Rifugio Re_esistente, in collaborazione con AICCON. Il programma aveva affrontato temi quali disuguaglianze ed economia sociale, migrazioni, amministrazione e democrazia, neomutualismo digitale, filiere produttive e distretti cooperativi. «Quell'esperienza ci ha confermato quanto sia urgente tornare a parlare di politica nel senso più ampio del termine e della funzione politico-sindacale che un'associazione come la nostra è chiamata a esercitare», afferma Eduardo Raia, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcooperative Emilia-Romagna. L'obiettivo, spiega, è comprendere le cause delle disuguaglianze e contribuire alla costruzione «di un sistema economico e sociale più giusto». Il Manifesto, redatto da AICCON e curato da Andrea Baldazzini, responsabile dell'Area Welfare ed Economia Sociale, raccoglie e sviluppa le riflessioni emerse durante la scuola, proponendo una riflessione sul futuro della rappresentanza cooperativa. Al lavoro hanno contribuito, tra gli altri, il direttore di Confcooperative Emilia-Romagna Pierlorenzo Rossi, Andrea Sangiorgi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcooperative, il funzionario con delega ai giovani Davide Pieri, Francesca Battistoni di Social Seed e il direttore di AICCON Paolo Venturi, oltre ad alcuni partecipanti alla prima edizione. Tra le proposte emerge anche un nuovo modello di formazione alla rappresentanza cooperativa, basato su quattro elementi: coscienza di luogo, apertura al confronto con realtà esterne al mondo cooperativo, prospettiva intergenerazionale e valorizzazione dell'informalità e della residenzialità. «La capacità del movimento cooperativo di costruire il proprio futuro passa dall'innovazione imprenditoriale, ma anche da quella della rappresentanza», osserva Baldazzini, secondo cui «sfide sistemiche richiedono risposte sistemiche» e quindi una rappresentanza capace di rinnovarsi. Il percorso non si fermerà alla prima edizione. Confcooperative Emilia-Romagna e il Gruppo Giovani Imprenditori stanno infatti lavorando alla seconda edizione della Scuola politica cooperativa, prevista tra l'autunno e l'inverno del 2026, con l'obiettivo di dare continuità all'esperienza avviata a Monte Sole.