19 DICEMBRE 2025

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19 DICEMBRE 2025 - 10:58


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CESENA: Amadori presenta la Relazione di sostenibilità 2024

Persone, filiere italiane, benessere animale e una governance sempre più integrata con i temi ESG sono i pilastri della Relazione di Sostenibilità 2024 del Gruppo Amadori, presentata oggi a Cesena. Il documento, giunto alla quinta edizione, fotografa un anno di consolidamento strategico e azioni concrete, confermando l’impegno del Gruppo nel rendere la sostenibilità una leva di creazione di valore nel lungo periodo.

Per la prima volta la Relazione è stata redatta secondo i criteri degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), anticipando gli obblighi previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Un passaggio che segna un’evoluzione nella rendicontazione, anche grazie all’introduzione dell’analisi di doppia rilevanza, che valuta sia l’impatto delle attività aziendali su ambiente e comunità, sia l’incidenza delle tematiche di sostenibilità sui risultati economico-finanziari.

Elemento distintivo resta la cultura di filiera, considerata dal Gruppo uno strumento chiave per promuovere una nutrizione sempre più sostenibile e accessibile. In questo contesto si collocano le filiere premium Amadori, a partire da Il Campese, la prima e più grande filiera italiana del pollo allevato all’aperto senza uso di antibiotici, fino a Qualità 10+ e Amadori BIO, anch’esse antibiotic free. Un impegno strutturale che trova riscontro nei dati: rispetto al 2011, l’uso di antibiotici in allevamento si è ridotto del 97,8% per il pollo e del 93,9% per il tacchino.

Sul fronte ambientale, il Gruppo ha proseguito nel miglioramento dei sistemi di gestione, puntando su processi e tecnologie a ridotto impatto. Nel 2024 lo stabilimento Avicoop di Santa Sofia (Forlì-Cesena) ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 50001 per la gestione dell’energia, affiancandosi ai siti di Cesena e Mosciano Sant’Angelo. Cresce anche il ricorso alle rinnovabili: il consumo di energia da fonti green ha registrato un aumento del 72% rispetto all’anno precedente.

La sostenibilità sociale rappresenta un altro asse portante della strategia Amadori. Il Gruppo si conferma un contesto lavorativo inclusivo, con il 27% dei collaboratori di origine straniera e oltre 80 nazionalità rappresentate. Nel solo 2024 sono state dedicate più di 64mila ore alla formazione su salute e sicurezza. Avviato inoltre il percorso verso la certificazione per la parità di genere, che ha già portato Gesco SCA, società della filiera, a ottenere la certificazione UNI/PdR 125:2022.

Nel corso dell’anno è stata rafforzata anche la governance della sostenibilità, con l’istituzione della funzione Innovation & ESG e la nascita del Sustainability Committee, affiancato dall’ESG Team, per integrare in modo strutturale la sostenibilità nel Piano Strategico del Gruppo.

“La cultura di filiera è il nostro elemento distintivo e la sostenibilità una opportunità per creare valore a lungo termine – dichiara Denis Amadori, amministratore delegato del Gruppo –. Con il Piano ESG 2030 e il nuovo modello di governance integrata vogliamo guidare l’evoluzione della filiera agroalimentare verso una nutrizione sempre più sostenibile e accessibile”.




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ROMAGNA: Cassa di Ravenna chiude il 2025 con utili in forte crescita

Crescono utili, dividendi e solidità patrimoniale per la Cassa di Ravenna Spa, capogruppo dell’omonimo gruppo bancario privato e indipendente fondato nel 1840. Il Consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale Nicola Sbrizzi, ha approvato i risultati individuali e consolidati del 2025, illustrati dal presidente Antonio Patuelli in una lettera agli azionisti. La Cassa ha chiuso l’esercizio con un utile lordo di 64,5 milioni di euro, in aumento del 22,83%, e un utile netto di 48,7 milioni (+31,62%), dopo il pagamento di 17,157 milioni di euro di imposte, comprese quelle sulla riserva indisponibile costituita nel bilancio 2023. Il Consiglio ha deliberato la proposta di distribuzione di due dividendi: uno ordinario, in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, e uno straordinario derivante dall’affrancamento della riserva inizialmente indisponibile. La somma complessiva equivale a un’azione ogni 17 possedute, senza oneri fiscali per gli azionisti, oppure – a richiesta – a un dividendo in contanti pari a 97 centesimi lordi per azione (80 centesimi ordinari e 17 straordinari). Una scelta che, sottolinea la banca, ha anche una rilevante utilità sociale, in particolare per le iniziative della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, principale azionista. Nel 2025 si è ulteriormente rafforzata la solidità patrimoniale: il CET1 ratio della Cassa si attesta al 25,44% e il Total Capital Ratio al 26,13%. Positivi anche i principali indicatori economici, con un margine di interesse pari a 79,4 milioni (+3,69%), commissioni nette a 57,4 milioni (+8,45%) e un margine di intermediazione di 161,9 milioni (+9,98%). Le rettifiche e gli accantonamenti per rischio di credito, definiti prudenti, scendono a 14,1 milioni (-4,68%). In crescita la raccolta, con quella diretta che sale a 4.684 milioni (+1,10%) e quella indiretta a 6.532 milioni (+16,41%), per una raccolta globale di oltre 11,2 miliardi (+9,5%). I crediti deteriorati netti si riducono del 65,37% e rappresentano lo 0,79% dei crediti totali. Le erogazioni di mutui alle famiglie segnano un balzo del 36,8%, mentre gli impieghi complessivi diminuiscono del 2,46% per effetto di cessioni pro-soluto di crediti deteriorati e della minore domanda da parte delle imprese. Nel corso dell’anno sono state inaugurate due nuove filiali, a Cervia e Comacchio. Positivo anche il bilancio consolidato del Gruppo Cassa, che chiude il 2025 con un utile lordo di 78,8 milioni (+3,98%) e un utile netto di 51,3 milioni (+7,92%). I coefficienti patrimoniali di vigilanza risultano ampiamente superiori ai requisiti regolamentari: il CET1 ratio sale al 20,87% a fronte dell’8,66% richiesto, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 21,89% contro il 12,86% previsto. La raccolta globale consolidata cresce a 15,8 miliardi di euro (+8,3%), con un forte aumento del risparmio gestito, mentre i crediti deteriorati netti del Gruppo scendono allo 0,83% degli impieghi (-37,2%). Risultati che, sottolinea la banca, sono legati anche ai significativi interventi di efficientamento tecnologico, realizzati con il contributo del CSE, centro servizi innovativo del Gruppo.