ROMAGNA: Cultura e creatività, un miliardo che pesa sull’economia
ATTUALITÀ - Il sistema produttivo culturale e creativo della Romagna si conferma una componente centrale dell’economia locale. A dirlo sono i dati del rapporto “Io sono cultura 2025”, elaborati dall’Osservatorio economico della Camera di commercio della Romagna su fonti Unioncamere, Fondazione Symbola e Istituto Tagliacarne, che analizzano l’impatto economico e occupazionale delle attività culturali e creative. Secondo lo studio, nel 2024 il comparto ha superato il miliardo di euro di valore aggiunto nelle province di Forlì-Cesena e Rimini, dimostrando una tenuta solida anche in una fase economica complessa. Il tessuto produttivo è composto da migliaia di imprese direttamente legate alla cultura, attive soprattutto nei servizi creativi come design, architettura e comunicazione, ma anche nell’audiovisivo, nella musica, nell’editoria e nello spettacolo dal vivo. Un sistema che continua a crescere e a generare occupazione, pur rappresentando ancora una quota inferiore rispetto alla media regionale e nazionale. Nel dettaglio provinciale, Rimini mostra segnali contrastanti: aumenta il numero delle imprese culturali, mentre la ricchezza prodotta registra una lieve flessione. Un dato che evidenzia come il potenziale creativo del territorio sia forte, ma non ancora pienamente tradotto in sviluppo economico stabile. «Il sistema culturale e creativo non è solo svago, ma un’industria vera e propria», sottolinea Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna, ricordando come dietro ogni evento, spettacolo o progetto innovativo ci siano competenze professionali e lavoro qualificato. La cultura, conclude Battistini, resta un fattore decisivo per accrescere il valore complessivo del sistema produttivo romagnolo e rafforzarne la competitività futura.