10 AGOSTO 2026

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10 AGOSTO 2026 - 15:39


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BOLOGNA: Minacce a Lepore, scritta shock su un muro in centro

Una nuova minaccia contro il sindaco di Bologna Matteo Lepore è comparsa nella mattinata di oggi in pieno centro storico. La scritta è stata individuata su un muro in via dell’Orso, all’angolo con via Galliera. Realizzata con vernice nera, contiene un riferimento diretto al primo cittadino: “Lepore, dopo Guccini tocca a te”.

Sopra e sotto la frase sono stati inoltre tracciati due simboli della A cerchiata, riconducibili all’iconografia anarchica. La scritta è stata segnalata al Comune, che ha già disposto la rimozione. L’amministrazione comunale ha inoltre annunciato la presentazione di una denuncia all’autorità giudiziaria per individuare i responsabili. L’episodio si inserisce in un clima di tensione che da settimane coinvolge il sindaco e che ha portato all’adozione di misure di sicurezza nei suoi confronti. Lepore è infatti sotto scorta dopo le minacce ricevute nei giorni scorsi anche attraverso i social network, in seguito alla morte di Abderrahim Fakir, 42enne marocchino deceduto durante un intervento della polizia. La vicenda aveva provocato proteste, tensioni e scontri in città, in particolare dopo un presidio organizzato in piazza dai familiari dell’uomo. Nelle ore e nei giorni successivi erano comparsi sui social numerosi messaggi minacciosi rivolti al sindaco, alcuni dei quali facevano esplicito riferimento alla morte di Fakir. Già alla fine di luglio Lepore aveva presentato un esposto alle autorità per le minacce ricevute, chiedendo che venissero accertate eventuali responsabilità. La nuova scritta introduce ora un ulteriore riferimento, quello a Francesco Guccini, figura profondamente legata alla città di Bologna e recentemente scomparso. Il nome del cantautore viene quindi utilizzato all’interno di una frase indirizzata direttamente al sindaco e accompagnata dai simboli anarchici. L’episodio riaccende l’attenzione sul clima di tensione e sulle manifestazioni di odio che si sono susseguite nelle ultime settimane nel capoluogo emiliano.

Tra le prime reazioni c’è quella del deputato del Partito Democratico Andrea De Maria, che ha espresso solidarietà a Lepore e preoccupazione per il livello raggiunto dalle minacce. De Maria ha inoltre richiamato il tema del clima di odio e violenza che, secondo il parlamentare, non deve essere sottovalutato. Nei giorni scorsi aveva presentato anche un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno in relazione agli insulti e alle informazioni ritenute false diffuse sui social network sulla città di Bologna. L’esponente del Pd ha inoltre ribadito la necessità di una presa di posizione da parte di tutte le forze politiche contro qualsiasi forma di intimidazione e deriva violenta.

L’episodio di via dell’Orso rappresenta si inserisce in una sequenza di intimidazioni che ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza degli amministratori pubblici e del clima politico e sociale a Bologna.

Le indagini dovranno ora accertare chi abbia realizzato la scritta e verificare eventuali collegamenti con le precedenti minacce rivolte al sindaco.

"Esprimiamo massima solidarietà a Matteo Lepore, sindaco cittadino e metropolitano di Bologna, per l'ennesima minaccia di morte ricevuta. La violenza e l'odio non hanno colore politico e vanno sempre condannati con fermezza". Così la capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione, Marta Evangelisti.




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