6 MAGGIO 2026

12:44

NOTIZIA DI CRONACA

DI

656 visualizzazioni


6 MAGGIO 2026 - 12:44


NOTIZIA DI CRONACA

DI

656 visualizzazioni



EMILIA-ROMAGNA: Roberto Savi shock, “uccidevamo e parlavamo coi servizi segreti” | VIDEO

Confessioni shock di Roberto Savi, membro della banda della Uno Bianca. Al programma televisivo ‘Belve’ ha detto di avere agito in alcuni casi su commissione dei servizi segreti.

 

Lunghi silenzi senza mai smentire quando la giornalista Francesca Fagnani gli domanda se la banda della Uno Bianca abbia agito talvolta su commissione di alcuni apparati dello Stato, come i servizi segreti. Dopo 32 anni di silenzio, Roberto Savi parla in un’intervista shock dal carcere di Bollate che indigna i familiari delle vittime. Al centro vi è soprattutto l’assalto all’armeria di via Volturno di Bologna del 2 maggio 1991. Da quanto fa intendere Savi a ‘Belve Crime’, l’ex carabiniere Pietro Capolungo sarebbe stato ucciso su commissione. "Era un ex dei servizi segreti dei carabinieri". "Noi eravamo di quelli che, delle volte, appunto, abbiamo fatto quel lavoro lì", ha detto Savi.

Tra il 1987 e il 1994 i fratelli Savi uccisero in tutto 23 persone e ne ferirono oltre 100 tra Bologna, la Romagna e le Marche.

"Ogni tanto venivamo chiamati: facciamo così, e facevamo così", racconta. E ancora: "Tutte le settimane, passavo due o tre giorni a Roma", ha detto il killer in un altro passaggio. "Con chi parlava?", ha chiesto Fagnani. "Eh, con chi parlavo...", ha risposto Savi proseguendo "Andavo giù per parlare con loro". "Loro chi? I Servizi?", ha chiesto la giornalista. "Ma sì (...) Insomma, quelli ci hanno aiutato, non ci hanno fatto prendere. E poi ci hanno fatto prendere".

La procura di Bologna ha acquisito il video dell’intervista e si prepara a interrogare Savi in carcere.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RAVENNA: Arrestato 30enne per rapina impropria

Nella notte di domenica, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Ravenna hanno arrestato un trentenne di origine straniera, ritenuto responsabile di rapina impropria e resistenza a Pubblico Ufficiale. I militari sono intervenuti dopo l'attivazione del sistema antintrusione di un bar locale, dove era in corso un probabile furto. La rapidità dell'intervento si è rivelata decisiva: i Carabinieri hanno sorpreso l'uomo mentre tentava di uscire dall'esercizio commerciale e, nonostante la resistenza opposta, lo hanno immobilizzato e condotto in caserma per l'identificazione. Durante la perquisizione, l'uomo è stato trovato in possesso di due bottiglie di superalcolici e denaro contante, bottino del furto appena consumato. Gli accertamenti hanno inoltre rivelato che l'uomo era già sottoposto all'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, misura cautelare disposta dall'Autorità Giudiziaria a seguito di un precedente arresto, risalente all'aprile scorso e operato sempre dal Nucleo Radiomobile di Ravenna, per rapina impropria e porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Trattenuto presso le camere di sicurezza del Comando Provinciale, l'uomo è comparso nella mattinata davanti al Tribunale di Ravenna per l'udienza di convalida. Il Giudice ha convalidato l'arresto e disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere.