8 APRILE 2026

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8 APRILE 2026 - 10:51


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RIMINI: Bimbo risucchiato da bocchettone, l'inchiesta punta su sistemi di protezione | VIDEO

Resta in condizioni critiche all’ospedale Infermi di Rimini il 12enne rimasto incastrato nel bocchettone della piscina di un resort di Pennabilli. Intanto l’inchiesta della procura mira a fare luce sui sistemi di protezione.

 

Mentre il 12enne di San Benedetto del Tronto rimane in terapia intensiva all’ospedale Infermi, l’inchiesta della procura di Rimini sul drammatico incidente di Pasqua a Pennabilli mira a chiarire se le norme di sicurezza della piscina siano state rispettate.

Il giovane, che era in vacanza in un resort della Valmarecchia, è rimasto incastrato sott’acqua con la gamba bloccata dal bocchettone di una vasca idromassaggio. Nella spa con lui vi erano anche altri adulti, tra cui il padre e gli zii del giovane. I magistrati hanno incaricato degli esperti per analizzare l’impianto idraulico del centro benessere, attualmente sigillato. Il fascicolo aperto dalla procura è per lesioni gravissime. Gli investigatori puntano ora a chiarire quale fosse la potenza di aspirazione e se i bocchettoni fossero dotati delle reti metalliche previste dalle norme di sicurezza.

Diversi i minuti in cui il ragazzino è stato trattenuto sotto il pelo dell’acqua, nonostante la vasca fosse profonda solo un metro. Il risucchio delle pompe di filtraggio gli aveva bloccato una gamba. Quando è stato finalmente liberato, era già privo di conoscenza, e ora resta in vita grazie alle cure dei sanitari. Le sue condizioni, seppure stazionarie, restano molto gravi.




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FORLI’: Morti in ambulanza, tutti i comportamenti sospetti di Spada

Avrebbe deciso su chi agire in base alle condizioni di salute, prediligendo i pazienti anziani con patologie pregresse, in modo da destare meno sospetti in caso di decesso. E’ uno dei dettagli che emerge dalle indagini della procura di Forlì sull’inchiesta per la morte di alcuni anziani in ambulanza, per cui è indagato l’ex soccorritore della Croce Rossa Luca Spada, in carcere con l’accusa dell’omicidio pluriaggravato dell’85enne Deanna Mambelli, e indagato per altri cinque decessi. Spada avrebbe avuto l’abitudine di sottolineare le precarie condizioni di salute delle persone da trasportare, allo scopo di giustificare un eventuale decesso durante i trasferimenti in ambulanza. Secondo le indagini, l’indagato avrebbe anche utilizzato alcune scuse per chiedere un cambio ai colleghi alla guida dei mezzi sanitari, in modo da poter stare nel vano insieme ai pazienti. Per chiarire tutte queste circostanze i carabinieri di Forlì, coordinati dalla procura, hanno deciso di risentire i testimoni perchè sarebbero troppi gli aspetti che non tornano fra le informazioni raccolte e quello che Spada ha raccontato mercoledì nelle quattro ore di interrogatorio. I legali di difesa, invece, attendono anche che arrivi la trascrizione dell'interrogatorio per avanzare una richiesta di scarcerazione. Dalle carte delle indagini emerge una ricostruzione di una delle vicende più centrali di questa storia, ovvero la telecamera montata sull'ambulanza il 25 novembre 2025, con l'obiettivo di coglierlo sul fatto. La telecamera non aveva funzionato, venne sistemata dai carabinieri e solo il giorno dopo, il 26 novembre, quando la donna per il cui omicidio Spada è finito in carcere era già morta, lui si accorse della presenza del dispositivo a bordo dell'ambulanza.