8 APRILE 2026

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8 APRILE 2026 - 15:53


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BOLOGNA: Malori al 118, la Procura chiede 2 anni per l'ex coordinatore | VIDEO

La pm Francesca Rago ha chiesto di condannare alla pena di due anni, in abbreviato, l'ex coordinatore della centrale del 118 all'ospedale Maggiore di Bologna, Claudio Tacconi, per le accuse di lesioni e stalking ai danni dei suoi colleghi, oltre che per simulazione di reato. Si tratta del caso degli avvelenamenti sospetti agli operatori della centrale Emilia Est. L'udienza, davanti al Gup di Bologna proseguirà il 13 aprile con l'intervento della difesa di Tacconi. Secondo la Procura Tacconi avrebbe provocato malori a dieci persone, altri operatori della centrale, facendogli assumere farmaci mescolati a bevande e alimenti. Così facendo avrebbe creato un clima di sospetto, paura e diffidenza in un ambiente di lavoro delicato come lo è una centrale del 118, in particolare nel reparto degli operatori di elisoccorso. L'accusa di simulazione di reato riguarda invece tre episodi: in due casi Tacconi aveva dichiarato di essere stato a sua volta intossicato, mentre il terzo riguarda una rapina che l'ex coordinatore disse di aver subito da parte di ignoti, ma che per la Procura avrebbe inscenato per allontanare i sospetti su di lui. Nell'udienza di questa mattina dopo la richiesta di condanna della Procura hanno discusso i legali delle dieci parti civili, tra le quali l'Ausl e l'Ordine degli infermieri.  Tacconi, presente in aula, si è sempre dichiarato innocente.




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FORLI’: Morti in ambulanza, tutti i comportamenti sospetti di Spada

Avrebbe deciso su chi agire in base alle condizioni di salute, prediligendo i pazienti anziani con patologie pregresse, in modo da destare meno sospetti in caso di decesso. E’ uno dei dettagli che emerge dalle indagini della procura di Forlì sull’inchiesta per la morte di alcuni anziani in ambulanza, per cui è indagato l’ex soccorritore della Croce Rossa Luca Spada, in carcere con l’accusa dell’omicidio pluriaggravato dell’85enne Deanna Mambelli, e indagato per altri cinque decessi. Spada avrebbe avuto l’abitudine di sottolineare le precarie condizioni di salute delle persone da trasportare, allo scopo di giustificare un eventuale decesso durante i trasferimenti in ambulanza. Secondo le indagini, l’indagato avrebbe anche utilizzato alcune scuse per chiedere un cambio ai colleghi alla guida dei mezzi sanitari, in modo da poter stare nel vano insieme ai pazienti. Per chiarire tutte queste circostanze i carabinieri di Forlì, coordinati dalla procura, hanno deciso di risentire i testimoni perchè sarebbero troppi gli aspetti che non tornano fra le informazioni raccolte e quello che Spada ha raccontato mercoledì nelle quattro ore di interrogatorio. I legali di difesa, invece, attendono anche che arrivi la trascrizione dell'interrogatorio per avanzare una richiesta di scarcerazione. Dalle carte delle indagini emerge una ricostruzione di una delle vicende più centrali di questa storia, ovvero la telecamera montata sull'ambulanza il 25 novembre 2025, con l'obiettivo di coglierlo sul fatto. La telecamera non aveva funzionato, venne sistemata dai carabinieri e solo il giorno dopo, il 26 novembre, quando la donna per il cui omicidio Spada è finito in carcere era già morta, lui si accorse della presenza del dispositivo a bordo dell'ambulanza.