5 LUGLIO 2025

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NOTIZIA DI CRONACA

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5 LUGLIO 2025 - 11:01


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RAVENNA: Processo Giardi, si attende la perizia psichiatrica | VIDEO

Si è tenuta a Ravenna una nuova udienza del processo che vede imputato Enzo Giardi, accusato di avere ucciso la moglie, provata da una lunga malattia. Ieri hanno parlato i figli della coppia.

Un uomo che si è fatto carico della malattia della moglie per tanti anni, accudendola ogni giorno, dedicando ogni minuto della sua vita fino a non fare praticamente più altro. È questo il ritratto di Enzo Giardi che emerge da una nuova udienza del processo che lo vede imputato per l’omicidio della consorte, Piera Bertini, malata di Alzheimer.

In aula erano presenti anche i figli della coppia, che hanno portato la loro testimonianza su quanto accaduto il 9 settembre scorso, quando Giardi ha annegato la moglie nella vasca da bagno. Il giorno successivo, la donna, ormai totalmente debilitata dalla malattia, sarebbe dovuta essere trasferita in una RSA: una decisione che l’uomo non riusciva ad accettare.

Pochi dubbi sulla dinamica e sulle responsabilità dell’accaduto. Giardi ha raccontato tutto alla polizia poco dopo i fatti. Resta ora da stabilire se l’imputato fosse in grado di intendere e di volere al momento del delitto.

Nella prossima udienza, prevista per ottobre, l’imputato sarà chiamato a testimoniare in aula, rispondendo alle domande del medico legale della difesa. Il mese successivo si terrà la perizia psichiatrica che dovrà far luce sullo stato mentale di Giardi al momento dei fatti.

Attualmente l’uomo si trova agli arresti domiciliari, nella stessa casa in cui, otto mesi fa, ha compiuto il gesto che ha messo tragicamente fine a una lunga e sofferta storia.

 




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FORLI’: Morti in ambulanza, tutti i comportamenti sospetti di Spada

Avrebbe deciso su chi agire in base alle condizioni di salute, prediligendo i pazienti anziani con patologie pregresse, in modo da destare meno sospetti in caso di decesso. E’ uno dei dettagli che emerge dalle indagini della procura di Forlì sull’inchiesta per la morte di alcuni anziani in ambulanza, per cui è indagato l’ex soccorritore della Croce Rossa Luca Spada, in carcere con l’accusa dell’omicidio pluriaggravato dell’85enne Deanna Mambelli, e indagato per altri cinque decessi. Spada avrebbe avuto l’abitudine di sottolineare le precarie condizioni di salute delle persone da trasportare, allo scopo di giustificare un eventuale decesso durante i trasferimenti in ambulanza. Secondo le indagini, l’indagato avrebbe anche utilizzato alcune scuse per chiedere un cambio ai colleghi alla guida dei mezzi sanitari, in modo da poter stare nel vano insieme ai pazienti. Per chiarire tutte queste circostanze i carabinieri di Forlì, coordinati dalla procura, hanno deciso di risentire i testimoni perchè sarebbero troppi gli aspetti che non tornano fra le informazioni raccolte e quello che Spada ha raccontato mercoledì nelle quattro ore di interrogatorio. I legali di difesa, invece, attendono anche che arrivi la trascrizione dell'interrogatorio per avanzare una richiesta di scarcerazione. Dalle carte delle indagini emerge una ricostruzione di una delle vicende più centrali di questa storia, ovvero la telecamera montata sull'ambulanza il 25 novembre 2025, con l'obiettivo di coglierlo sul fatto. La telecamera non aveva funzionato, venne sistemata dai carabinieri e solo il giorno dopo, il 26 novembre, quando la donna per il cui omicidio Spada è finito in carcere era già morta, lui si accorse della presenza del dispositivo a bordo dell'ambulanza.