EMILIA-ROMAGNA: Minaccia jihadista, tre minori coinvolti in regione | VIDEO
La Polizia ha eseguito in tutta Italia 22 perquisizioni nei confronti di giovani, tra i 13 e i 17 anni, emersi in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista. Sul fronte del contrasto all’antagonismo di piazza, su delega della Procura dei Minori di Bologna, sono stati perquisiti due 17enni, che si sono messi in evidenza nel corso di una manifestazione non preavvisata svoltasi nel capoluogo felsineo, lo scorso gennaio, per protestare nei confronti delle forze dell’ordine intervenute nel noto inseguimento conclusosi con il decesso del 19enne Rami Elgaml a Milano. I due giovani, durante l’iniziativa, avevano danneggiato con armi improprie telecamere, vetrine di esercizi commerciali e banche presenti sul percorso del corteo. Sempre nel contesto delle attività di contrasto alla minaccia jihadista è stata eseguita una perquisizione di un 17enne, residente in provincia di Ravenna, emerso a seguito di accertamenti sviluppati su indirizzi IP, acquisiti in ambito di collaborazione internazionale, che hanno registrato connessioni con spazi web riconducibili alla propaganda jihadista proveniente dai canali mediatici del Califfato. Dagli approfondimenti svolti sono emerse centinaia di connessioni dall’utenza in uso al giovane, emerso altresì per aver condiviso in gruppi WhatsApp contenuti propagandisti di medesimo tenore. Le attività di controllo hanno permesso di evidenziare che il processo di radicalizzazione – dalla prima esposizione a materiale terroristico, alla pianificazione ed esecuzione dell’attacco – avviene con tempi notevolmente ridotti. Il tempo medio di radicalizzazione è passato dai 16 mesi del 2002 ai 10 mesi circa del 2015 fino ad un arco temporale attualmente di sole alcune settimane
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