26 SETTEMBRE 2024

09:47

NOTIZIA DI CRONACA

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26 SETTEMBRE 2024 - 09:47


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SAVIGNANO SUL R.: Incendio in centro rifiuti, danni ingenti ma no feriti | FOTO

Un incendio è scoppiato ieri sera a Savignano sul Rubicone, nel Cesenate, in un centro di riciclo rifiuti. I Vigili del Fuoco sono accorsi sul posto attorno alle 23.15 quando una densa colonna di fumo e fiamme era visibile da chilometri di distanza. Sono stati mobilitati numerosi mezzi e squadre, tra cui due autopompe, quattro autobotti e un'autoscala, con rinforzi provenienti anche dal comando di Rimini. I pompieri hanno rapidamente steso diverse linee antincendio, riuscendo a contenere le fiamme che minacciavano accumuli di rifiuti elettronici. Grazie alla loro azione tempestiva, sono stati evitati danni ai carrelli elevatori, a bombole di gas e ai pannelli fotovoltaici installati sul tetto. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono proseguite per tutta la notte, terminando intorno alle 06:30, con un'attenta verifica e raffreddamento di alcune bombole di acetilene esposte al calore. Non si segnalano feriti ma i danni sono ingenti. Sul posto anche i Carabinieri. 




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RIMINI: Imprenditore denunciò figlia illegittima ed ex fiamma per estorsione, assolte

La figlia non riconosciuta di un facoltoso imprenditore brianzolo, era stata denunciata dal padre naturale insieme con la mamma per estorsione e tentata estorsione. Giovedì pomeriggio però entrambe le donne, difese dagli avvocati Piero Venturi, Matteo Miniutti e Mario Barberini, sono state assolte con formula piena dal giudice Andrea Falaschetti perché il fatto non sussiste. Le due, la mamma di 60 e la figlia di 39 anni residenti a Rimini, erano state denunciate per estorsione da un imprenditore di Monza patron di molti centri commerciali e oggi 85enne, perché da quando era nata la bimba, le richieste di soldi erano state avanzate per mantenere segreta la relazione. Secondo il capo di imputazione intatti l'imprenditore negli anni avrebbe versato oltre circa un milione di euro di cui 450 mila euro per l'acquisto di una villa. Nel frattempo però - come hanno dimostrato gli avvocati delle due imputate - fino al 2020, i contatti tra la figlia non riconosciuta e il padre vi erano stati, tanto che l'85enne aveva promesso di inserirla nel testamento. Non solo, l'imprenditore avrebbe anche continuato a frequentare la mamma della figlia illegittima. L'uomo, giunto al secondo matrimonio e con 4 figli legittimi, ad un certo punto aveva cambiato idea sulla paternità e aveva presentato denuncia. Mamma e figlia sono state assolte anche perché al termine di una causa civile davanti al Tribunale di Milano, il giudice ha riconosciuto la genitorialità nonostante l'uomo si fosse rifiutato di sottoporsi al test del Dna. L'imprenditore e la 60enne si erano conosciuti negli anni Ottanta a Campione d'Italia dove la donna lavorava