11 GIUGNO 2024

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11 GIUGNO 2024 - 15:36


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RIMINI: Morto a Coriano Armando Arcangeli, fondò la Valleverde

Era conosciuto, nel mondo della calzatura e dell'imprenditoria come il 'Signor Valleverde'. Armando Arcangeli, fondatore della celebre azienda di scarpe di stanza a Coriano - la città natale di Marco Simoncelli - è morto ieri all'età di ottanta anni. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio nella chiesa corianese di Sant'Innocenza di Montetauro.

Su quel marchio, divenuto un'icona della calzatura 'Made in Italy', ci avevano 'messo la faccia' - per spot - star di Hollywood come Kevin Costner, che in una pubblicità, imbottigliato nel traffico di Manhattan, scendeva dall'auto e invitava tutti a muoversi con lui perché, recitava "è bello camminare in una Valleverde". E poi stelle del pallone come Pele' o della Formula Uno come Eddie Irvine. Una scintillante Raffaella Carra'. Accomunati da quel 'brand', Valleverde appunto, nato negli anni 70 sulle colline Riminesi, finito in procedura fallimentare nel 2013 e 'salvato' nel 2015 da un'altra azienda romagnola di Lugo, nel Ravennate: la Silver 1 che, all'asta, si era portata a casa la produttrice di scarpe, mettendo sul piatto 9 milioni.

Nel dicembre del 2022 il Tribunale di Rimini aveva condannato, in primo grado, Arcangeli a 4 anni e 6 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta, distrattiva e preferenziale e per alcuni reati chiudendo il procedimento nato dopo il fallimento nel 2013 della società Spes, in precedenza denominata 'Valleverde Calzature'.

"Desidero esprimere il cordoglio dell'amministrazione comunale - osserva il sindaco di Coriano, Gianluca Ugolini - per la scomparsa di Armando Arcangeli. Una figura che, a partire da Coriano in cui aveva fondato l'azienda Valleverde, ha tracciato un punto fermo nella storia dell'imprenditoria romagnola per estro e innovazione in grado di superare i confini nazionali e far conoscere in tutto il mondo le sue calzature pratiche e confortevoli. Nella sua lunga attività imprenditoriale - conclude il primo cittadino - il patron della Valleverde ha dato lavoro a tantissime famiglie corianesi contribuendo ad aumentare l'indotto dell'economia locale e a portare oltre confine il nome di Coriano con testimonial del calibro di Raffaella Carrà, Pelè e tanti altri"




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RIMINI: Ricercatore 42enne morto, per l'autopsia è morte naturale

Morte per cause naturali. A questa conclusione è giunto il medico legale incaricato dalla Procura della Repubblica di Rimini dell'autopsia sulla salma di Daniele Di Marino, il professore di biologia molecolare di 42 anni, originario di Roma ma residente a Como, morto sabato sera sul lungomare di Bellaria Igea Marina dopo una serata in un locale sulla spiaggia. La Procura riminese ha aperto un fascicolo contro ignoti e per ora nulla fa supporre che Di Marino sia morto per un qualche atto violento. Non c'erano segni di colluttazione né di ematomi o colpi in testa ricevuti. Quale sia la causa naturale che ha stroncato la vita al giovane professore non è ancora chiaro. Anche la famiglia di Di Marino ha seguito l'autopsia attraverso il consulente di medicina legale. Dalla Procura è arrivato il nulla osta per la restituzione alla famiglia della salma. L'approfondimento da parte della Procura era partito come atto dovuto in seguito alla segnalazione della moglie che si trovava con il professore al momento del malore fatale. Stando alla donna, incinta all'ottavo mese, il marito si era sentito male subito dopo essere uscito dal locale intorno alle 23.30. Sul posto erano intervenuti i carabinieri di Bellaria Igea Marina e il 118 che aveva provato a rianimare il professore per 50 minuti. Il referto del medico del 118 era stato che la morte poteva anche essere compatibile con cause violente. Stando a quanto riferito dalla moglie, Di Marino nel locale aveva ballato, "pogando". Ma l'autopsia ha escluso la morte conseguente ad un trauma.