30 NOVEMBRE 2024

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30 NOVEMBRE 2024 - 13:41


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EMILIA-ROMAGNA: Record di suicidi in carcere, avvocati e Comune in piazza | VIDEO

È record di suicidi in carcere nel nostro Paese, 84 dall'inizio dell'anno: è quanto sottolineato durante la mobilitazione di avvocati, Comune e non solo, a Bologna, sui problemi negli istituti italiani. Amnistia e indulto, più pene alternative, nuove strutture e la creazione di una rete fra città che ospitano carceri, alcune delle proposte

Ottantaquattro suicidi dall'inizio dell'anno ad oggi. È un dato sconfortante quello fornito da Nicola Mazzacuva, presidente della Camera penale di Bologna. “È il record assoluto” sottolinea. E siamo ancora a novembre. Continua ad essere drammatica la situazione nelle carceri italiane, coi suicidi in aumento (7 anche quelli fra la penitenziaria da inizio anno) e oltre 10mila detenuti in più rispetto ai posti disponibili. Di sovraffollamento, giovani che si tolgono la vita a pochi mesi dal fine pena, necessità di più strutture e più pene alternative, utili a prevenire le recidive, si è parlato in Piazza Lucio Dalla, a Bologna, per una mobilitazione che vede insieme Comune, Ordine degli Avvocati e non solo. Obiettivo: denunciare, riflettere e solleticare soluzioni concrete a chi ne ha potere. “Chiediamo con forza e da tempo un provvedimento clemenziale di amnistia e indulto -spiega Ettore Grenci, consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Bologna- , non è un istituto fuori dal nostro ordinamento”. “Visto che non siamo in grado di costruire nuove carceri, bisognerebbe cercare di svuotare le vecchie e renderle più idonee e adatte” rimarca Flavio Peccenini, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Bologna. L'assessore Nervo sottolinea le problematiche anche negli istituti minorili, puntando il dito sul decreto Caivano. “Sono passati da 392 ai 580 di adesso i minori in carcere da quando si è insediato questo Governo -attacca-. È evidente che sta passando una cultura che è quella di mettere la gente in carcere e buttare la chiave. Noi vogliamo opporci con molta determinazione” conclude, annunciando l'impegno a far partire da Bologna una rete di città per “alimentare un dibattito che spesso è insufficiente e stereotipato”.

 




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RIMINI: Imprenditore denunciò figlia illegittima ed ex fiamma per estorsione, assolte

La figlia non riconosciuta di un facoltoso imprenditore brianzolo, era stata denunciata dal padre naturale insieme con la mamma per estorsione e tentata estorsione. Giovedì pomeriggio però entrambe le donne, difese dagli avvocati Piero Venturi, Matteo Miniutti e Mario Barberini, sono state assolte con formula piena dal giudice Andrea Falaschetti perché il fatto non sussiste. Le due, la mamma di 60 e la figlia di 39 anni residenti a Rimini, erano state denunciate per estorsione da un imprenditore di Monza patron di molti centri commerciali e oggi 85enne, perché da quando era nata la bimba, le richieste di soldi erano state avanzate per mantenere segreta la relazione. Secondo il capo di imputazione intatti l'imprenditore negli anni avrebbe versato oltre circa un milione di euro di cui 450 mila euro per l'acquisto di una villa. Nel frattempo però - come hanno dimostrato gli avvocati delle due imputate - fino al 2020, i contatti tra la figlia non riconosciuta e il padre vi erano stati, tanto che l'85enne aveva promesso di inserirla nel testamento. Non solo, l'imprenditore avrebbe anche continuato a frequentare la mamma della figlia illegittima. L'uomo, giunto al secondo matrimonio e con 4 figli legittimi, ad un certo punto aveva cambiato idea sulla paternità e aveva presentato denuncia. Mamma e figlia sono state assolte anche perché al termine di una causa civile davanti al Tribunale di Milano, il giudice ha riconosciuto la genitorialità nonostante l'uomo si fosse rifiutato di sottoporsi al test del Dna. L'imprenditore e la 60enne si erano conosciuti negli anni Ottanta a Campione d'Italia dove la donna lavorava