EMILIA-ROMAGNA: Emergenze, approvate linee intervento psicologico | VIDEO
Dalle ferite lasciate dalla pandemia alle alluvioni del 2023 e 2024, dall’accoglienza dei profughi ucraini all’esplosione alla centrale idroelettrica di Bargi, fino alla strage di Capodanno a Crans-Montana: è dall’esperienza maturata in questi anni di crisi che la Regione Emilia-Romagna costruisce un nuovo modello di intervento psicologico nelle emergenze. Il provvedimento è frutto di un lavoro congiunto tra assessorato alle Politiche per la salute, Protezione civile, Aziende sanitarie e associazioni di volontariato specializzate in psicologia dell’emergenza, comprese le realtà del privato organizzato. L’obiettivo è integrare stabilmente la dimensione psicologica nella risposta sanitaria e di protezione civile, rendendola parte strutturale delle procedure di intervento. L’assessore alla Sanità Massimo Fabi ha evidenziato come il nuovo assetto rafforzi la rete territoriale e consolidi competenze già presenti nel sistema sanitario regionale, mettendo la tutela del benessere mentale al centro della salute pubblica. La scelta è quella di superare interventi episodici o frammentati per costruire un modello stabile, capace di attivarsi immediatamente e di accompagnare le comunità anche nella fase post-emergenziale. La sottosegretaria con delega alla Protezione civile Manuela Rontini ha sottolineato il valore strategico dell’esperienza maturata negli ultimi anni, trasformata in un modello operativo omogeneo su tutto il territorio regionale. L’integrazione tra sanità e Protezione civile risponde anche alle più recenti raccomandazioni internazionali, che riconoscono l’assistenza psicologica come componente essenziale nella gestione delle crisi. Il nuovo impianto prevede l’istituzione di un Board regionale di psicologia nei contesti di emergenza, organismo con funzioni di coordinamento tra livello regionale e locale. Il Board si attiva contestualmente alla funzione sanità e garantisce uniformità di intervento, monitoraggio delle attività e raccordo tra i diversi attori coinvolti. Nei prossimi mesi è previsto un percorso di implementazione su scala regionale, con un piano di monitoraggio dedicato e un programma formativo articolato in moduli, che coinvolgerà i diversi stakeholder e includerà esercitazioni congiunte per testare procedure e tempi di attivazione.
Con le nuove linee di indirizzo, la Regione formalizza e rafforza un modello che rende la dimensione psicologica parte integrante della sicurezza e della protezione civile, con un sistema coordinato, monitorato e pronto ad attivarsi nelle crisi future.