29 GIUGNO 2026

12:30

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

4163 visualizzazioni


29 GIUGNO 2026 - 12:30


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

4163 visualizzazioni



BOLOGNA: Rettorato Università, i nomi dei possibili eredi di Molari | VIDEO

Il mandato dell’attuale Magnifico Rettore dell’Alma Mater Studiorum, Giovanni Molari, scadrà a novembre 2027, ma a oltre un anno di distanza sono già iniziati i primi movimenti per la ricerca del successore. 

“Otto Maginifici per un Rettorato”. Tra voci di corridoio e colloqui interlocutori prende forma la trama della tornata elettorale che dovrà nominare il nuovo Rettore dell’Università di Bologna. Il mandato del prof. Giovanni Molari, che guida Palazzo Poggi dal novembre 2021 è, infatti, in scadenza a novembre 2027. L’ordinario di Agraria ha già fatto sapere di voler rispettare i vincoli di mandato e che, anche davanti una modifica del regolamento, non ripresenterà la sua candidatura. Scelta che ha dato il “Là” ai primi movimenti per la sua successione. Sarebbero 8, al momento, i nomi dei possibili pretendenti al vertice dell’Alma Mater. Tutti al momento impegnati nella classica costruzione di alleanze utile ad assicurarsi voti favorevoli. Molti ritengono sia arrivato il momento, anche per Bologna, di vedere seduta alla scrivania più importante dell’Ateneo, una donna. Come già avviene nelle Università di Ferrara e Modena-Reggio. A tal fine circolano i nomi di Simona Tondelli, attuale vicaria di Molari e docente di Architettura; Rosa Grimaldi, docente di Scienze aziendali a Ingegneria e delegata del sindaco Matteo Lepore alla promozione economica, innovazione, imprese e start up. Per l’area scientifica, l’ipotesi corrisponde a Beatrice Fraboni del Dipartimento di fisica e astronomia, già componente del Consiglio scientifico del Cnr. A chiudere il poker femminile è Claudia Golino, membro del Cda dell’Ateneo felsineo e ordinaria di diritto costituzionale e pubblico a Sociologia. Qualora, invece, si proseguisse la tradizione al maschile, la contesa potrebbe essere fra: Loris Giorgini, direttore di Chimica Industriale; Giorgio Bellettini ordinario di Economia Politica ed ex direttore del dipartimento di Scienze Economiche; Antonino Rotolo, docente di filosofia del diritto e Giacomo Manzoli, professore di Storia del cinema, membro del Cda universitario e già direttore del Dar; che potrebbe contare sul pesante voto a favore della facoltà di Medicina e di parte di Giurisprudenza. Le elezioni sono in programma a giugno 2027 e la nuova guida dell’Alma Mater rimarrà in carica per i successivi sei anni. I tempi sono chiari, gli intrecci delle alleanze tutti da delineare.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

RIMINI: L'operaio scende dalla gru dopo la notizia del bonifico in arrivo

Si è conclusa intorno alle 19.20, dopo quasi nove ore di tensione, la protesta dell'operaio egiziano di 25 anni che dalla mattinata di oggi era salito su una gru nel cantiere del nuovo asilo nido di via Pindemonte, a Rimini, minacciando di lanciarsi nel vuoto per denunciare il mancato pagamento degli stipendi arretrati. L'uomo è sceso solo dopo aver ricevuto la conferma dell'avvenuto bonifico delle somme dovute. La notizia del pagamento ha posto fine a una giornata caratterizzata da una complessa trattativa, condotta dai negoziatori della Polizia di Stato con il supporto di vigili del fuoco, personale del 118 e forze dell'ordine, impegnati per ore a garantire la sicurezza dell'operaio, rimasto a circa 25 metri d'altezza sotto il sole. Alla base del cantiere erano rimasti per tutta la giornata anche altri lavoratori, anch'essi di nazionalità egiziana e impiegati in diversi cantieri della zona, che avevano manifestato solidarietà al collega denunciando ritardi nel pagamento delle retribuzioni. Nel corso della vicenda è intervenuto anche il Comune di Rimini, che ha espresso vicinanza ai lavoratori e ha chiamato in causa il Consorzio Innova, referente dell'appalto pubblico per la realizzazione dell'asilo. L'amministrazione ha ricordato di aver effettuato con regolarità i pagamenti previsti all'appaltatore, chiedendo chiarimenti sulla vicenda e ribadendo la disponibilità ad attivare, se necessario, gli strumenti previsti dal Codice dei contratti pubblici per garantire il pagamento diretto ai subappaltatori. Secondo quanto riferito dalla Fillea Cgil di Rimini, gli operai lamentavano il mancato pagamento degli stipendi da circa cinque mesi e il sindacato aveva puntato il dito contro il sistema dei subappalti. La conclusione della protesta non chiude tuttavia la vicenda: restano infatti in corso gli accertamenti sulla posizione contrattuale dei lavoratori e sulle responsabilità nella gestione dell'appalto.