19 GIUGNO 2026

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19 GIUGNO 2026 - 15:40


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FERRARA: Sos granchio blu, si punta sull'ostrica per la grande ristorazione | FOTO

Le cooperative di pescatori di Goro nel Ferrarese puntano sulle ostriche per diversificare la produzione - flagellata dal granchio blu - e aprire nuovi mercati con la ristorazione e la grande distribuzione. L'iniziativa emerge da una visita di Confcooperative Romagna-Estense agli impianti della Sacca di Goro insieme a operatori del settore catering e distribuzione. La crisi causata dalla diffusione del granchio blu ha spinto le cooperative della pesca a ripensare modelli produttivi. In particolare Gorino e Sant'Antonio hanno avviato investimenti sull'allevamento di nuove varietà di ostriche - tra cui Mignon, Lampa, Golden e Black Oyster - con l'obiettivo di intercettare la domanda della ristorazione organizzata. Nel percorso di riconversione si inserisce il confronto avviato con realtà nazionali come Crai e Cooperativa Italiana Catering, interessate a sviluppare canali commerciali per i prodotti della Sacca. Confcooperative riferisce inoltre di aver finanziato uno studio sulla valorizzazione della polpa di granchio, affiancando le imprese nella ricerca di sbocchi alternativi. "Un primo passo è stato compiuto con il finanziamento di uno studio dedicato alla polpa del granchio, ma parallelamente le cooperative hanno investito sulle ostriche", ha spiegato il presidente di Confcooperative Romagna-Estense, Roberto Savini, oggi in visita a Goro, sottolineando l'interesse registrato durante incontri con ristorazione e distribuzione. L'obiettivo è rafforzare la sostenibilità economica delle imprese ittiche locali attraverso diversificazione e nuove partnership commerciali, dopo le perdite provocate dall'emergenza granchio blu.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

RIMINI: L'operaio scende dalla gru dopo la notizia del bonifico in arrivo

Si è conclusa intorno alle 19.20, dopo quasi nove ore di tensione, la protesta dell'operaio egiziano di 25 anni che dalla mattinata di oggi era salito su una gru nel cantiere del nuovo asilo nido di via Pindemonte, a Rimini, minacciando di lanciarsi nel vuoto per denunciare il mancato pagamento degli stipendi arretrati. L'uomo è sceso solo dopo aver ricevuto la conferma dell'avvenuto bonifico delle somme dovute. La notizia del pagamento ha posto fine a una giornata caratterizzata da una complessa trattativa, condotta dai negoziatori della Polizia di Stato con il supporto di vigili del fuoco, personale del 118 e forze dell'ordine, impegnati per ore a garantire la sicurezza dell'operaio, rimasto a circa 25 metri d'altezza sotto il sole. Alla base del cantiere erano rimasti per tutta la giornata anche altri lavoratori, anch'essi di nazionalità egiziana e impiegati in diversi cantieri della zona, che avevano manifestato solidarietà al collega denunciando ritardi nel pagamento delle retribuzioni. Nel corso della vicenda è intervenuto anche il Comune di Rimini, che ha espresso vicinanza ai lavoratori e ha chiamato in causa il Consorzio Innova, referente dell'appalto pubblico per la realizzazione dell'asilo. L'amministrazione ha ricordato di aver effettuato con regolarità i pagamenti previsti all'appaltatore, chiedendo chiarimenti sulla vicenda e ribadendo la disponibilità ad attivare, se necessario, gli strumenti previsti dal Codice dei contratti pubblici per garantire il pagamento diretto ai subappaltatori. Secondo quanto riferito dalla Fillea Cgil di Rimini, gli operai lamentavano il mancato pagamento degli stipendi da circa cinque mesi e il sindacato aveva puntato il dito contro il sistema dei subappalti. La conclusione della protesta non chiude tuttavia la vicenda: restano infatti in corso gli accertamenti sulla posizione contrattuale dei lavoratori e sulle responsabilità nella gestione dell'appalto.