6 MAGGIO 2026

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6 MAGGIO 2026 - 06:41


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RAVENNA: Boom di richieste per adottare i pavoni che invadono Punta Marina

Da anni Punta Marina, frazione di Ravenna, "lotta" con una colonia di pavoni che via via è cresciuta a dismisura, tanto da far parlare di vera e propria "invasione" e da riaccendere negli ultimi giorni, complici nuove proteste dei residenti, i riflettori nazionali. E ora è boom di richieste per adottarli, da privati, ma non solo. "Il giardino zoologico Safari Ravenna è disposto ad accogliere 20 pavoni: 15 maschi e 5 femmine all'interno della sua area pedonale", è l'offerta del parco zoologico a pochi passi da Mirabilandia riportata dall'edizione locale del Resto del Carlino. Il Safari, noto per il recupero di altri animali in difficoltà, si offre di ospitare una parte dei pavoni di Punta Marina. La colonia di volatili oggi, secondo le stime della polizia provinciale, conterebbe circa 100-120 esemplari. Per accogliere i pavoni, Safari Ravenna chiede alle istituzioni di occuparsi della cattura degli esemplari, di munirli di microchip per il tracciamento e che si facciano carico del trasferimento. La presenza dei pavoni a Punta Marina è attestata da almeno 12 anni. Nel 2014, se ne stimavano una decina che per lo più stazionavano nella pineta attorno all'ex colonia dell'Aeronautica Militare. Con gli anni si sono moltiplicati e con il lockdown del 2020, tuttavia, hanno preso l'abitudine di vivere e girare per le vie della località, dormendo sui pini domestici e stazionando sui tetti delle abitazioni. Nel 2022 si occupò di loro pure la stampa estera. Nonostante la bellezza degli animali, diversi residenti lamentano problemi a dormire a causa dei richiami, danni ai coppi sui tetti, infiltrazioni, guano all'interno delle loro proprietà, giardini mangiati e auto sbeccate dai volatili. Il Comune spiega che tutte le proposte saranno vagliate, ma intanto si deve procedere a un censimento, entro maggio, anche con l'ausilio di droni. Intanto a Punta Marina dopo i servizi televisivi degli ultimi giorni, tra serietà e ironia, è cresciuto pure un nuovo turismo di gente che arriva da fuori solo "per fotografarli".




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CIPRO: Flotilla, un bolognese fra gli italiani in arresto

Due cittadini della Città metropolitana di Bologna si trovano a bordo della Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria intercettata in acque internazionali al largo di Cipro mentre era diretta verso Gaza: uno sta proseguendo la navigazione e l'altro si trova in arresto dell'Idf.    Si tratta di "Francesco Gilli, cittadino di Grizzana Morandi e Alessio Catanzaro, cittadino di Budrio, impegnati insieme ad altre centinaia di attiviste e attivisti provenienti da numerosi Paesi in una missione civile e umanitaria. Francesco al momento prosegue nella navigazione, mentre Alessio è al momento in arresto dell'Idf". A darne notizia è la consigliera metropolitana della Città Metropolitana di Bologna, Sara Accorsi.    "Insieme ad alcune amministratrici e amministratori - spiega in un passaggio di una nota - abbiamo poco fa incontrato online Francesco che chiede prima di tutto di non abbassare l'attenzione sul genocidio in corso a Gaza, ma anche sugli attacchi alla popolazione libanese". A giudizio della consigliera, inoltre "va sottolineata anche la pericolosità delle condizioni in mare: le intercettazioni notturne di due settimane - racconta - fa sono state accompagnate da un totale blackout imposto alle imbarcazioni facendo rischiare collisioni. Da questa mattina il canale delle emergenze marittime è occupato da musica che l'Idf trasmette senza sosta proprio per impedire alle imbarcazioni della Flotilla di chiedere soccorso".    Quindi, prosegue Accorsi, "esprimiamo vicinanza e preoccupazione per Francesco e Alessio e per la sicurezza di tutte le persone coinvolte e per le notizie che stanno emergendo nelle ultime ore". A tale riguardo, prosegue, "ribadiamo la necessità del pieno rispetto del diritto internazionale e della tutela dell'incolumità delle persone a bordo. Chiediamo al Governo italiano e alla Farnesina di attivarsi con la massima urgenza sul piano diplomatico per verificare le condizioni degli attivisti italiani presenti nella spedizione, garantire assistenza e operare affinché possano fare ritorno in sicurezza".     La Città metropolitana di Bologna, conclude la consigliera, "continuerà a seguire con attenzione l'evolversi della situazione, manifestando la propria vicinanza ai familiari e alle comunità coinvolte in queste ore di forte preoccupazione"