17 MARZO 2026

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17 MARZO 2026 - 10:20


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RIMINI: Referendum, Bisogni (Csm) per il No, “a rischio l’indipendenza dei magistrati” | VIDEO

Il fronte del No boccia la riforma della Giustizia. Secondo il magistrato del CSM Marco Bisogni, il provvedimento non accelera i processi, ma indebolisce l'autonomia delle toghe. Lo sdoppiamento del CSM è visto come un regalo alla politica.

 

Nessuna risorsa ulteriore alla giustizia, processi non più veloci è i rischi per l’indipendenza della magistratura. Fronte del No compatto contro la riforma, al centro del prossimo referendum, definita come un salto nel buio che non renderà più efficiente il sistema.

“Votare no perché questa riforma non risolve nessuno dei problemi reali della giustizia – spiega il magistrato Marco Bisogni, componente del Consiglio superiore della magistratura -, non mette maggiori risorse, non elimina gli errori giudiziari, ma semplicemente amplifica situazioni che sono già abbastanza complesse e problematiche”.

Con l'eventuale separazione delle carriere che tipo di Pubblico ministero si andrebbe a definire? “La riforma e i proponenti – risponde il magistrato - hanno in mente un pubblico ministero ‘avvocato dell'accusa’, quindi da parte imparziale e interessato essenzialmente soprattutto all'accertamento della verità a una parte processuale che deve raggiungere un obiettivo. Non è un tipo di pubblico ministero che mi piace e che garantisce il cittadino, specie quelli meno abbienti”.

Con lo sdoppiamento del CSM quali sarebbero i rischi?

“Lo sdoppiamento del CSM indebolisce la magistratura, perché indebolisce la capacità della magistratura stessa di rapportarsi rispetto alla politica e alle eventuali riforme”.

Insomma, una riforma, che non va a toccare temi come velocizzare i processi, ma che si concentra sulla figura del magistrato?

“La riforma, secondo me, ridurrà l'efficienza della magistratura, perché spaccherà in due un organo che in questo momento è un organo centrale e che gestisce tutti i processi dall'inizio alla fine. Ne avremo due diversi che dovranno raccordarsi necessariamente per gestire le procure e i tribunali”.




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EMILIA-ROMAGNA: Puntualità treni, 90,4% dei convogli in orario

Nel primo trimestre 2026 la puntualità dei treni che circolano sulla rete di FER (Ferrovie Emilia-Romagna) è stata del 90,4% , su un totale di 18.474 treni monitorati. Un dato in miglioramento rispetto al trimestre precedente con andamenti molto positivi nei mesi di febbraio e marzo. I convogli arrivati a destinazione entro i cinque minuti dall’orario previsto sono stati 16.706 , mentre i treni con ritardi superiori ai cinque minuti sono risultati 1.768. L’analisi della distribuzione dei ritardi evidenzia come la quota prevalente riguardi scostamenti contenuti rispetto all’orario programmato: l’85% dei treni non in orario ha registrato un ritardo compreso tra i 6 e i 15 minuti. I ritardi più significativi risultano limitati, con il 10,5% dei treni in ritardo tra i 16 e i 30 minuti , il 3,9% tra i 31 e i 60 minuti e solo lo 0,6% oltre l’ora. Sono i principali dati contenuti del report sulla puntualità dei treni sulle 9 linee FER, che l’azienda effettua in qualità di responsabile del monitoraggio sul contratto di servizio stipulato con Trenitalia Tper. Il dato trimestrale evidenzia un costante miglioramento rispetto al quarto trimestre 2025, Dopo un mese di gennaio caratterizzato da una puntualità dell'85,2%, il servizio ha registrato performance sensibilmente superiori nel secondo bimestre dell'anno: a febbraio la puntualità è balzata al 93,3% , consolidandosi nel mese di marzo al 92,6%. Per quanto riguarda le fasce orarie, le maggiori criticità continuano a concentrarsi nelle ore di punta, pur con valori in crescita: tra le 6 e le 9 la puntualità si attesta all’89,7% e tra le 16 e le 19 all'87,3%. Le migliori performance si sono registrate nelle fasce con minore afflusso di utenti e nelle ore notturne, con punte del 94,7% tra le 9 e le 12 e del 95% tra la mezzanotte e le 6 del mattino.