EMILIA-ROMAGNA: Lavoro, Bussandri (Cgil), “Crollano occupati nel manifatturiero”
Redditi erosi dal caro prezzi, il settore industriale che vede una emorragia di occupati. Sono queste le spine del lavoro in Emilia-Romagna. Abbiamo fatto il punto con il segretario regionale della Cgil Massimo Bussandri.
"Cala la disoccupazione, aumentano gli occupati, calano gli inattivi - spiega ai nistri microfoni Bussandri - però se andiamo a guardare più in profondità ci accorgiamo che l'occupazione aumenta solo nel lavoro autonomo e all'interno del lavoro dipendente aumenta solo nell'ambito del terziario non commerciale.Mentre invece assistiamo a un crollo verticale dell'occupazione nel sistema manifatturiero. Abbiamo chiuso il 2025 con 40.000 occupati in meno nella nostra industria ed è una tendenza che rischia purtroppo di non invertirsi nel 2026. Questo cosa ci dice? Ci dice che siamo nel pieno di un cambio di pelle della nostra economia e del nostro mondo del lavoro regionale".
"Siamo davanti a un processo di terziarizzazione spinta della nostra economia - prosegue Bussandri - che va assolutamente governato, cercando di puntellare la manifattura e cercando di qualificare i cicli produttivi, il modello produttivo e il lavoro nel terziario perché altrimenti il rischio è quello di un scivolamento del nostro mondo del lavoro nella povertà. Preoccupa anche la situazione dei redditi erosi dal caro prezzi. Il 20% delle dipendenti e dei dipendenti Emiliano Romagnoli sono sotto i 10.000 euro lor di anno e di reddito perché c'è tanta precarietà, tanta discontinuità, tanto part time. Il 40% è sotto i 20.000 e qui non ci sono solo i precari e solo i part time. Questo è fonte di preoccupazione, abbiamo bisogno di governare il tutto, abbiamo uno strumento che si chiama patto per il lavoro, il clima e l'economia sociale, lo dobbiamo utilizzare fino in fondo".
ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ