BOLOGNA: Paziente morto nel 2011, primario prosciolto dal danno erariale
La Corte dei conti dell'Emilia-Romagna, sezione giurisdizionale, ha prosciolto un dirigente medico dall'accusa di aver provocato un presunto danno erariale da 480mila euro, come contestato dalla Procura regionale contabile, danno derivante dalla condanna dell'Ausl Romagna, in sede civile per la morte di un paziente avvenuta nel 2011. Secondo la Procura, la responsabilità sarebbe dipesa dalla decisione del medico di sottoporre il paziente ad angio-Tc con mezzo di contrasto, nonostante una grave insufficienza renale. Il collegio giudicante ha tuttavia escluso la sussistenza del nesso causale tra la condotta e la morte, avvenuta oltre un mese dopo, e ha ritenuto che l'esame diagnostico fosse giustificato in ragione della situazione di emergenza e coerente con le linee guida. In presenza di incertezza o contraddittorietà sul nesso causale, prevale il principio del ragionevole dubbio, che comporta l'esclusione della responsabilità. La domanda di condanna è stata dunque respinta e sono state liquidate spese legali per 2.000 euro a carico dell'Ausl.
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