15 SETTEMBRE 2025

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15 SETTEMBRE 2025 - 19:25


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BOLOGNA: Divieto locazione per immobili ad uso turistico sotto 50mq, è polemica | VIDEO

L’amministrazione comunale di Bologna, per contenere la crescita degli affitti brevi ad uso turistico, ha applicato alcune limitazioni in materia di locazione: un’operazione già prevista, che potrebbe però penalizzare cittadini e turisti secondo Confabitare.

Divieto di locazione ai turisti per gli immobili sotto i 50mq. Sono le prossime mosse dell’amministrazione comunale in materia di locazione. “Gli affitti che superano i 1.500 euro, ma anche i mille cominciano a creare problemi per le famiglie bolognesi. Dobbiamo lavorare con regole - ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore dal palco della festa dell’unità di Bologna”. Un tema, quello degli affitti, molto delicato che in città tiene sempre banco. “Parliamo di una manovra prevista dal piano urbanistico e entrato in vigore ad inizio 2025- ha sottolineato l’Assessor all’Urbanistica Raffaele Laudani - per contenere la proliferazione degli affitti brevi, con la creazione della nuova categoria d’uso B3 destinata solo agli affitti turistici”. Una misura che mette sotto la lente d’ingrandimento il centro città e la zona Saragozza e che non piace a Confabitare, che parla di scelta incostituzionale e penalizzante per i proprietari e per i turisti, proponendo invece alternative legate agli incentivi fiscali e alle garanzie sui contratti.

Non è limitando i metri quadrati che si invogliano i proprietari ad affittare a famiglie, studenti o lavoratori - sottolinea Zanni - gli alberghi da soli non bastano a coprire la domanda turistica: chi sceglie un appartamento cerca libertà, flessibilità e prezzi più accessibili. Penalizzare gli affitti brevi significa ridurre l’attrattività della città ed escludere intere fasce di visitatori. In questo modo si colpisce senza costruire alternative, si mette un freno a chi ha migliorato Bologna offrendo ospitalità ai turisti che hanno speso nei ristoranti e nei negozi, sostenendo direttamente la vitalità economica della città”. Il nodo, sottolinea Confabitare, non è soltanto la norma in sé, ma anche il metodo. L’associazione conosce nel dettaglio il mercato immobiliare e le esigenze di chi investe sul territorio, eppure non viene coinvolta. “Ancora una volta - osserva Zanni - si decide senza consultare chi può offrire competenza ed esperienza. Chiediamo un confronto serio, perché non si può immaginare di governare il futuro abitativo di Bologna imponendo regole calate dall’alto senza costruire strumenti adeguati assieme a chi se ne occupa”. La proposta di Confabitare va in direzione opposta: “Per rafforzare il mercato della locazione servono incentivi fiscali, garanzie sui contratti e procedure più snelle per liberare un appartamento in caso di morosità. Non divieti - sottolinea Zanni - ma strumenti che diano fiducia ai proprietari. Se si vuole rimettere sul mercato gli immobili sfitti bisogna collaborare con i proprietari, che oggi non si sentono tutelati e spesso preferiscono lasciare gli appartamenti vuoti pur di non incorrere in serie problematiche”. “La città è a un bivio - conclude Zanni - si rischia di bloccare il mercato con divieti che non risolvono i problemi e finiscono per creare nuove rigidità. I proprietari immobiliari non sono la causa, ma vanno riconosciuti come parte della soluzione, perché penalizzarli vuol dire indebolire Bologna”

 




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