14 SETTEMBRE 2025

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14 SETTEMBRE 2025 - 08:34


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CESENA: Il Festival Fu Me porta al Bonci "Altri Libertini" | VIDEO

Si chiude oggi a Cesena Fu Me, il festival di teatro contemporaneo. Sabato è andato in scena al teatro Bonci un classico della letteratura generazionale degli anni ’80, in occasione di un anniversario particolare.

«Io non ho il coraggio di alzare gli occhi e capisco che veramente sono peggio dell’edera, dove m’attacco muoio», scriveva Pier Vittorio Tondelli. Proprio in occasione dell’anniversario della sua nascita, il Fu Me ha scelto di rendere omaggio al grande autore emiliano portando in scena per la prima volta a teatro il suo romanzo più celebre, Altri Libertini. A 45 anni dalla pubblicazione, l’opera è arrivata sul palcoscenico grazie alla compagnia di Licia Lanera, che è riuscita a ottenere i diritti.

«Questa è dunque la prima versione teatrale di Altri Libertini – spiega il direttore artistico di Fu Me, Michele Di Giacomo –. Una raccolta di racconti che danno voce ai dimenticati, i libertini: Lanera ne ha scelti tre e li ha intrecciati in una narrazione generazionale, affidata ad artisti e attori di diversa provenienza, che riportano in scena gli anni Ottanta».

Lo spettacolo, ospitato al Teatro Bonci, è stato uno degli appuntamenti di punta delle due settimane del festival di teatro contemporaneo, che non si è limitato alle rappresentazioni ma ha proposto anche incontri e dibattiti. Grande la partecipazione di pubblico: «Abbiamo dovuto duplicare le visite FAI, gli incontri erano gremiti, per Ascanio Celestini abbiamo ampliato la platea. C’è stata una risposta calorosa e affettuosa che non ci aspettavamo, ma che forse è il frutto del lavoro portato avanti in questi cinque anni di festival: di relazioni, di costruzione, di crescita. Siamo molto soddisfatti».

Quest’anno la rassegna, che nelle edizioni precedenti aveva privilegiato le colline, è approdata in città, una scelta che potrebbe diventare definitiva anche per il futuro. «Essere nel cuore urbano – conclude Di Giacomo – significa essere vicini alle persone: dal Chiostro di San Francesco al Teatro Bonci, fino alle location site specifiche. Far vivere la città attraverso il festival: questa crediamo sia la direzione da seguire anche nei prossimi anni».




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RIMINI: L'operaio scende dalla gru dopo la notizia del bonifico in arrivo

Si è conclusa intorno alle 19.20, dopo quasi nove ore di tensione, la protesta dell'operaio egiziano di 25 anni che dalla mattinata di oggi era salito su una gru nel cantiere del nuovo asilo nido di via Pindemonte, a Rimini, minacciando di lanciarsi nel vuoto per denunciare il mancato pagamento degli stipendi arretrati. L'uomo è sceso solo dopo aver ricevuto la conferma dell'avvenuto bonifico delle somme dovute. La notizia del pagamento ha posto fine a una giornata caratterizzata da una complessa trattativa, condotta dai negoziatori della Polizia di Stato con il supporto di vigili del fuoco, personale del 118 e forze dell'ordine, impegnati per ore a garantire la sicurezza dell'operaio, rimasto a circa 25 metri d'altezza sotto il sole. Alla base del cantiere erano rimasti per tutta la giornata anche altri lavoratori, anch'essi di nazionalità egiziana e impiegati in diversi cantieri della zona, che avevano manifestato solidarietà al collega denunciando ritardi nel pagamento delle retribuzioni. Nel corso della vicenda è intervenuto anche il Comune di Rimini, che ha espresso vicinanza ai lavoratori e ha chiamato in causa il Consorzio Innova, referente dell'appalto pubblico per la realizzazione dell'asilo. L'amministrazione ha ricordato di aver effettuato con regolarità i pagamenti previsti all'appaltatore, chiedendo chiarimenti sulla vicenda e ribadendo la disponibilità ad attivare, se necessario, gli strumenti previsti dal Codice dei contratti pubblici per garantire il pagamento diretto ai subappaltatori. Secondo quanto riferito dalla Fillea Cgil di Rimini, gli operai lamentavano il mancato pagamento degli stipendi da circa cinque mesi e il sindacato aveva puntato il dito contro il sistema dei subappalti. La conclusione della protesta non chiude tuttavia la vicenda: restano infatti in corso gli accertamenti sulla posizione contrattuale dei lavoratori e sulle responsabilità nella gestione dell'appalto.