FORLÌ: Caso Sofalegname, fumata nera in Prefettura | VIDEO
Resta bloccata la questione dei lavoratori pakistani della Sofalegname di Forlì, senza lavoro e senza paga da giugno. Il vertice in prefettura si è chiuso con un nulla di fatto.
Si è concluso con una fumata nera il vertice in Prefettura sulla vertenza che coinvolge la ditta Sofalegname, i suoi lavoratori – sostenuti dal sindacato Sudd Cobas – e il committente Gruppo 8.
Attorno al tavolo convocato dal prefetto Rinaldo Argentieri si sono registrate due presenze di rilievo – l’assessore alla Legalità del Comune di Cesena, Luca Ferrini, e l’assessore regionale alla Sicurezza e legalità del lavoro, Giovanni Paglia – e un’assenza pesante: quella del Gruppo 8, che ha disertato l’incontro chiedendo, come condizione per partecipare, la sospensione dei picchetti.
Oltre al presidio storico davanti alla fabbrica di Forlì, in via Gramadora, da una settimana i lavoratori e il sindacato presidiano anche un capannone a Calisese di Cesena, in via Cavecchia, dove sarebbero state spostate alcune lavorazioni a una ditta cinese già finita nei guai per lavoro nero e sfruttamento.
Il Gruppo 8 si dichiara estraneo alla vertenza sindacale, denuncia il presidio come illegittimo e sostiene di aver subito gravi danni economici e reputazionali.
Il Sudd Cobas replica accusando istituzioni e azienda di ignorare sfruttamento, caporalato e irregolarità contributive, e rilancia la richiesta di convocare un tavolo in Regione, invitando la Giunta a schierarsi apertamente al fianco degli operai e a proporre un approccio al lavoro diverso da quello del governo nazionale.
«C’è poco tempo – avverte il sindacato –. La Regione Emilia-Romagna ci dica da che parte sta».
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