8 AGOSTO 2025

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8 AGOSTO 2025 - 09:51


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EMILIA-ROMAGNA: Rimborsi sanità privata, Fabi, “Un errore della vecchia giunta” | VIDEO

Cliniche private e Regione Emilia-Romagna si incontreranno dopo ferragosto per discutere dell’annullamento dei rimborsi stanziati durante il periodo Covid. Ne abbiamo parlato con l’assessore regionale Massimo Fabi.

Il tavolo resta aperto, ma la Regione Emilia-Romagna tira dritto: la delibera che stanziava 80 milioni di euro in rimborsi alle cliniche private per la loro attività durante la pandemia verrà annullata. Lo conferma l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, che ribadisce la volontà di confronto ma anche la necessità di rispettare la normativa vigente: “Noi vogliamo tenere aperto il tavolo. Abbiamo solamente detto che questa delibera non è tecnicamente applicabile”.

Il provvedimento in questione risale alla precedente amministrazione Bonaccini e prevedeva un contributo alle oltre 40 strutture sanitarie accreditate aderenti ad Aiop, che avevano continuato a garantire servizi durante l’emergenza Covid. Oggi, però, la nuova Giunta ha cambiato rotta e intende recuperare quei fondi. Un primo confronto con Aiop si è svolto a fine luglio, mentre un nuovo incontro è previsto dopo Ferragosto: “Siamo assolutamente disponibili a trovare punti d’intesa – ha aggiunto Fabi – ma devono essere legittimi, rispettosi della normativa nazionale, e noi su questo diamo la massima disponibilità”.

Nel frattempo, non si placano le polemiche politiche: l’opposizione accusa la Giunta di aver rinnegato gli impegni presi, parlando di un vero e proprio passo indietro rispetto alla precedente linea. Nonostante la disponibilità al dialogo, la direzione sembra tracciata: “Quando ci accorgiamo di errori nell’adozione di atti, lo diciamo pubblicamente – conclude l’assessore –. Riteniamo che quella delibera non sia applicabile. Per questo manteniamo un atteggiamento di ascolto, ma anche di determinazione sugli obiettivi di sistema che abbiamo”.




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RIMINI: L'operaio scende dalla gru dopo la notizia del bonifico in arrivo

Si è conclusa intorno alle 19.20, dopo quasi nove ore di tensione, la protesta dell'operaio egiziano di 25 anni che dalla mattinata di oggi era salito su una gru nel cantiere del nuovo asilo nido di via Pindemonte, a Rimini, minacciando di lanciarsi nel vuoto per denunciare il mancato pagamento degli stipendi arretrati. L'uomo è sceso solo dopo aver ricevuto la conferma dell'avvenuto bonifico delle somme dovute. La notizia del pagamento ha posto fine a una giornata caratterizzata da una complessa trattativa, condotta dai negoziatori della Polizia di Stato con il supporto di vigili del fuoco, personale del 118 e forze dell'ordine, impegnati per ore a garantire la sicurezza dell'operaio, rimasto a circa 25 metri d'altezza sotto il sole. Alla base del cantiere erano rimasti per tutta la giornata anche altri lavoratori, anch'essi di nazionalità egiziana e impiegati in diversi cantieri della zona, che avevano manifestato solidarietà al collega denunciando ritardi nel pagamento delle retribuzioni. Nel corso della vicenda è intervenuto anche il Comune di Rimini, che ha espresso vicinanza ai lavoratori e ha chiamato in causa il Consorzio Innova, referente dell'appalto pubblico per la realizzazione dell'asilo. L'amministrazione ha ricordato di aver effettuato con regolarità i pagamenti previsti all'appaltatore, chiedendo chiarimenti sulla vicenda e ribadendo la disponibilità ad attivare, se necessario, gli strumenti previsti dal Codice dei contratti pubblici per garantire il pagamento diretto ai subappaltatori. Secondo quanto riferito dalla Fillea Cgil di Rimini, gli operai lamentavano il mancato pagamento degli stipendi da circa cinque mesi e il sindacato aveva puntato il dito contro il sistema dei subappalti. La conclusione della protesta non chiude tuttavia la vicenda: restano infatti in corso gli accertamenti sulla posizione contrattuale dei lavoratori e sulle responsabilità nella gestione dell'appalto.