10 AGOSTO 2025

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10 AGOSTO 2025 - 10:16


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RIMINI: Bagnini contro i nuovi turni, “Tempi più lenti per i salvataggi” | VIDEO

“Più Sicurezza e più Dignità. È questa la scritta che campeggia sul grande striscione rosso che apre il corteo partito dalla spiaggia di Rimini e diretto fino a piazzale Boskovic.


A manifestare sono i bagnini di salvataggio, che hanno dato vita a uno sciopero contro i nuovi turni imposti durante la pausa pranzo. Le proteste riguardano due ordinanze, emanate dalla Regione e dalla Capitaneria di Porto, che impongono ai bagnini di sorvegliare il doppio della spiaggia nelle ore centrali della giornata, dalle 12:30 alle 14:30: “Noi dobbiamo sorvegliare anche l’area dei nostri colleghi – spiega Marco Zellini, bagnino di Misano – e questo fa sì che i tempi di reazione per salvare una persona aumentino, perché la distanza è fondamentale, così come lo sono i minuti necessari per raggiungere e soccorrere chi è in difficoltà”. “Dovendo operare in uno specchio d’acqua così ampio, senza adeguate strumentazioni – aggiunge il segretario della Filcams Cgil, Francesco Guitto – basti pensare che si debba ancora intervenire con il moscone a remi, quando in tutta Europa, per non dire nel resto del mondo, vengono già adottati mezzi a motore. Questo fa sì che anche la salute e la sicurezza dei salvataggi stessi vengano messe a rischio”.

La protesta è proseguita nonostante l’intervento della Prefettura, che ha precettato molti bagnini obbligandoli a rimanere sulle torrette. Una decisione giudicata paradossale: “Durante la fascia oraria 12:30-14:30, nonostante i salvataggi siano precettati, opererà una torretta sì e una no, e quindi dovremo sorvegliare comunque 300 metri di spiaggia”.

Per risolvere la situazione, secondo i bagnini, basterebbe una nuova ordinanza della Capitaneria di Porto: “Siamo pronti a portare la protesta anche nelle sedi istituzionali – dichiarano –. Vogliamo continuare a garantire il servizio di salvataggio, ma questo deve avvenire sempre nei 150 metri concordati”.




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RIMINI: L'operaio scende dalla gru dopo la notizia del bonifico in arrivo

Si è conclusa intorno alle 19.20, dopo quasi nove ore di tensione, la protesta dell'operaio egiziano di 25 anni che dalla mattinata di oggi era salito su una gru nel cantiere del nuovo asilo nido di via Pindemonte, a Rimini, minacciando di lanciarsi nel vuoto per denunciare il mancato pagamento degli stipendi arretrati. L'uomo è sceso solo dopo aver ricevuto la conferma dell'avvenuto bonifico delle somme dovute. La notizia del pagamento ha posto fine a una giornata caratterizzata da una complessa trattativa, condotta dai negoziatori della Polizia di Stato con il supporto di vigili del fuoco, personale del 118 e forze dell'ordine, impegnati per ore a garantire la sicurezza dell'operaio, rimasto a circa 25 metri d'altezza sotto il sole. Alla base del cantiere erano rimasti per tutta la giornata anche altri lavoratori, anch'essi di nazionalità egiziana e impiegati in diversi cantieri della zona, che avevano manifestato solidarietà al collega denunciando ritardi nel pagamento delle retribuzioni. Nel corso della vicenda è intervenuto anche il Comune di Rimini, che ha espresso vicinanza ai lavoratori e ha chiamato in causa il Consorzio Innova, referente dell'appalto pubblico per la realizzazione dell'asilo. L'amministrazione ha ricordato di aver effettuato con regolarità i pagamenti previsti all'appaltatore, chiedendo chiarimenti sulla vicenda e ribadendo la disponibilità ad attivare, se necessario, gli strumenti previsti dal Codice dei contratti pubblici per garantire il pagamento diretto ai subappaltatori. Secondo quanto riferito dalla Fillea Cgil di Rimini, gli operai lamentavano il mancato pagamento degli stipendi da circa cinque mesi e il sindacato aveva puntato il dito contro il sistema dei subappalti. La conclusione della protesta non chiude tuttavia la vicenda: restano infatti in corso gli accertamenti sulla posizione contrattuale dei lavoratori e sulle responsabilità nella gestione dell'appalto.