FORLÌ: Romagna Acque, Bernabè lascia la presidenza | VIDEO
Dopo dodici anni alla guida di Romagna Acque - Società delle Fonti, Tonino Bernabè lascia la presidenza con alle spalle un percorso di trasformazione che ha rafforzato la struttura industriale, ampliato la missione aziendale e consolidato il ruolo dell’acqua pubblica come risorsa strategica per il territorio romagnolo. Dal 2013 a oggi, l’azienda è passata da 101 a 161 dipendenti (con una crescente presenza femminile anche nei ruoli tecnici), ha distribuito oltre 64 milioni di euro di dividendi agli enti soci e ha chiuso il 2024 con un utile netto vicino agli 8 milioni di euro, superando di quasi 2 milioni le previsioni.
Da una diga a una rete regionale
Romagna Acque non è più solo la società della Diga di Ridracoli: oggi gestisce l’intero sistema idrico romagnolo, composto da fonti superficiali e sotterranee, impianti e condotte. Un’evoluzione che nel 2026 culminerà con un passaggio storico: la nascita della società patrimoniale unica delle reti idriche, grazie all’integrazione dei rami aziendali di cinque gestori locali (Amir, Sis, Unica Reti, Ravenna Holding, Team).
«Un cambiamento che garantirà maggiore efficienza e capacità d’investimento, in un momento in cui i territori chiedono risposte rapide e concrete, soprattutto dopo l’alluvione del 2023», ha dichiarato Bernabè.
Un lungo elenco di opere e risultati
Tra gli interventi principali degli ultimi anni: il potabilizzatore della Standiana e le nuove condotte per Ravenna, a condotta San Giovanni–Morciano e il raddoppio del depuratore Santa Giustina a Rimini, i lavori di sicurezza sulla condotta di Santa Sofia e il potabilizzatore di Verucchio, oltre 90 milioni di euro investiti nel Piano di Salvaguardia della Balneazione di Rimini, in collaborazione con HERA. L’azienda ha inoltre introdotto nuovi sistemi di telecontrollo remoto, cablato la rete in fibra ottica e inaugurato nel 2018 la nuova sede legale a Forlì.
Un’eredità solida
Guardando al futuro, Bernabè affida ai suoi successori la prosecuzione di grandi progetti, come la nuova gronda di Ridracoli e il raddoppio della condotta principale lungo la valle del Bidente, fondamentale per la resilienza del sistema. «In questi anni ho cercato di consolidare il ruolo di Romagna Acque, come avevano fatto i presidenti prima di me. La soddisfazione più grande è sapere di lasciare una società più solida, più integrata e pronta ad affrontare le sfide future», ha concluso.
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