CESENA: La Fondazione Orogel dona un angiografo digitale all'ospedale Bufalini
All’ospedale “Maurizio Bufalini” di Cesena sono iniziati i lavori per l’installazione di un nuovo angiografo digitale di ultima generazione, donato dalla Fondazione Orogel. L’investimento, pari a circa 550mila euro, consentirà di potenziare le attività di diagnostica e interventistica mini-invasiva a beneficio dell’intera area romagnola.
L’apparecchiatura, un sistema Azurion serie 7, sarà installata nel reparto di Radiologia e messa a disposizione di più discipline, tra cui neuroradiologia, cardiologia, chirurgia vascolare, gastroenterologia e radiologia interventistica. L’angiografo verrà condiviso secondo una programmazione dedicata che permetterà di ampliare l’accesso a esami e procedure, contribuendo anche alla riduzione delle liste d’attesa.
Il nuovo sistema è dotato di un detettore piatto da 20 pollici e di tecnologie all’avanguardia per la gestione del flusso di lavoro e la sicurezza del paziente. Tra queste, il controllo tramite touchscreen sterile a bordo tavolo, il sistema anticollisione “BodyGuard” e la possibilità di elaborare immagini in parallelo durante l’intervento, con benefici in termini di efficienza operativa e qualità delle cure.
L’angiografo consente inoltre di ridurre in modo significativo le dosi di radiazione erogate durante l’esame, grazie a specifici sistemi di gestione della dose. La sala di controllo sarà dotata di monitor ad alta definizione da 24 pollici per l’acquisizione e la revisione delle immagini, mentre il sistema di monitoraggio in sala esame garantirà la massima visibilità e flessibilità operativa per il personale sanitario.
L’installazione dell’angiografo permetterà al Bufalini di incrementare le prestazioni interventistiche mini-invasive, sempre più richieste in ambito clinico per la loro efficacia e minore invasività rispetto alla chirurgia tradizionale.
“La donazione della Fondazione Orogel – spiegano dall’Ausl Romagna – rappresenta un segnale concreto di vicinanza al territorio e al sistema sanitario pubblico, contribuendo al miglioramento delle tecnologie e della qualità dell’assistenza”.
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