ROMA: Croatti atterrato a Fiumicino, "rabbia per essere tornato"
“Siamo tremendamente preoccupati per gli italiani che si trovano ancora nel centro di detenzione. Ora bisogna riportarli tutti a casa”. Lo ha dichiarato il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, uno dei quattro parlamentari italiani che viaggiavano a bordo della Global Sumud Flotilla e che questa mattina è rientrato in Italia con un volo di linea da Tel Aviv diretto a Roma Fiumicino.
Il parlamentare ha raccontato le difficoltà vissute nelle ultime ore in Israele, parlando di “una nottata molto complessa, anche umanamente”. Croatti ha spiegato di essere stato schedato e spostato più volte insieme ad altri attivisti: “Eravamo in un gruppo di 22 persone, nessuna di nazionalità italiana. Ci hanno prelevato, fatto foto e dichiarazioni, sempre sotto controllo, fino al trasferimento”.
Alla partenza dall’aeroporto, Croatti ha riferito di aver incontrato il vice ambasciatore italiano, ribadendo l’importanza di mantenere alta l’attenzione dei media: “È fondamentale che in questo momento non si spengano i riflettori su chi è ancora detenuto”. Nonostante il rientro, il senatore ha parlato di “rabbia, non sollievo”: “Gli altri attivisti sono ancora prigionieri, non riesco a pensare ad altro. Si tenga l’attenzione altissima e si compia ogni sforzo affinché siano liberati subito”.
Croatti ha anche respinto le accuse di privilegio legate alla liberazione immediata dei parlamentari: “Eravamo sulle navi proprio per il nostro ruolo diplomatico, per far pesare la carica a livello mediatico e aprire canali diretti con la Farnesina. Non siamo stati liberati per favore, ma perché la nostra presenza era scomoda. Israele si è liberato di noi”. Il senatore ha definito “pacifici” gli attivisti imbarcati sulle navi, ricordando che “portavano aiuti umanitari per Gaza e sono stati attaccati in acque internazionali da 20 navi da guerra israeliane, con i militari che li hanno arrestati a mitra spianati. Ciascuno tragga le sue conclusioni”.
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