17 APRILE 2024

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17 APRILE 2024 - 11:31


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EMILIA-ROMAGNA: Strage Suviana, Cgil, “Cambiare la legge sul lavoro” | VIDEO

La strage di Suviana è solo l’ultimo capitolo delle tragedie sul lavoro che avvengono quotidianamente in Italia. E’ il motivo per cui la Cgil ha organizzato un referendum per chiedere più sicurezza e punire i responsabili. Intanto proseguono le indagini alla centrale idroelettrica.

E’ stata recuperata e consegnata agli inquirenti la seconda scatola nera della centrale idroelettrica di Bargi che potrebbe aiutare gli inquirenti a capire cosa sia successo una settimana fa nell’impianto del bacino di Suviana, dove hanno perso la vita 7 persone. Si tratta del dispositivo che registra tutti i dati relativi alla prima turbina, quella collaudata pochi giorni prima dell’incidente. Dati che verranno poi confrontati con la scatola nera della seconda turbina, quella esplosa martedì scorso, per cercare di rilevare cosa è andato scorso. Oltre a questo tuttavia, ci sono ancora poche novità sulle indagini, che procedono a rilento soprattutto a causa del fatto che i luoghi dell’incidente sono ancora inaccessibili. La mancanza di sicurezza sul lavoro è stata al centro di un convegno della Cgil a Cesena.

“Sono 1041 i decessi sul lavoro nel 2023, nella nostra provincia ne abbiamo registrati 13, il doppio rispetto al 2022 – spiega la segretaria della Cgil Forlì-Cesena Maria Giorgini - Questo dipende tutto dal fatto che in questi anni non si è voluto affrontare i nodi legati a queste stragi”

E’ il motivo per cui il sindacato ha lanciato una campagna referendaria per chiedere maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare individuando la responsabilità del committente in caso di incidenti, in modo da rompere lo schema legato ad appalti e subappalti.

“C’è una responsabilità di sistema, di come funzionano le imprese e il mercato – continua Francesca Re David - E’ necessario cambiare il sistema e rimettere al centro le persone”




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BOLOGNA: L’ex Fico cambia volto, dal 5 settembre arriva Grand Tour Italia | VIDEO

Sorgerà a Bologna Grand Tour Italia, un nuovo progetto dedicato al cibo: un percorso di 50mila metri quadrati, nella ex sede di Fico, dove i turisti avranno l’opportunità di gustare tutti i cibi della tradizione italiana, all’insegna della biodiversità. Fico cambia volto: l’ex parco di Bologna dedicato al cibo apre i battenti sotto un’altra veste, Grand Tour Italia. Il progetto, che aprirà al pubblico il 5 settembre, vedrà uno spazio dedicato per ogni singola regione italiana: un viaggio nella biodiversità attraverso cibo, arte, tradizioni e intrattenimento. Un cambio radicale voluto dall’imprenditore Oscar Farinetti, per rilanciare l’area e tutelare i lavoratori. Fiducia nel progetto anche da parte di Bologna Welcome e dal CAAB, con l’obiettivo di attrarre ancora più turisti in città. "Grand Tour Italia è molto più di una semplice destinazione turistica," afferma il Fondatore Oscar Farinetti "È un omaggio alla straordinaria diversità e ricchezza culturale del nostro Paese, un invito a esplorare, gustare e vivere l'Italia in tutto il suo splendore. Un percorso di 50.000 metri quadrati che offre ai visitatori l'opportunità di gustare l'Italia come mai prima d'ora. " “Per il Centro AgroAlimentare di Bologna l’iniziativa presentata oggi è importante in primis perché propone un progetto imprenditoriale credibile per valorizzare asset pubblici strategici quali sono le aree CAAB dove sorge Grand Tour Italia. Auspichiamo che la collaborazione tra CAAB e Grand Tour Italia possa esprimere una sinergia per la promozione per le filiere dell’ortofrutta e del fresco che fanno capo al Centro. A partire da Grand Tour Italia e dai suoi attori, lavoreremo a un’alleanza per la buona alimentazione, che promuova la cultura del cibo e la consapevolezza di cittadini e consumatori sul valore del cibo fresco e sull’importanza dell’alimentazione per la salute. Ciò che chiediamo a Grand Tour Italia non è un rapporto di buon vicinato, ma una vera partnership strategica sull’alimentare, una responsabilità condivisa su questi temi” afferma Marco Marcatili, Presidente di CAAB. L'enogastronomia, per la quale il nostro Paese è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, è un asset fondamentale per il turismo" afferma Daniele Ravaglia, Presidente di Fondazione Bologna Welcome "Questo è particolarmente vero per Bologna, con i suoi prodotti d'eccellenza e una tradizione culinaria che risale al Medioevo e che unisce tutto il territorio, dall'Appennino alla Pianura, dal capoluogo all'Imolese. Qui il cibo è da sempre cultura, identità, convivialità, un vero e proprio patrimonio culturale da preservare e divulgare, fra tradizione e innovazione. Siamo certi che una proposta di alta qualità come quella di Grand Tour Italia, che celebra la ricchezza e la varietà della cucina italiana, non potrà che dare lustro alla città, contribuendo ad aumentare ulteriormente l'attrattività della destinazione".