18 MARZO 2023

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18 MARZO 2023 - 09:56


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CESENA: L’intervento di un benefattore salva il campo sportivo di Ponte Abbadesse | VIDEO

E’ stato raggiunto un accordo per salvare lo storico campo sportivo di Ponte Abbadesse a Cesena dopo che la parrocchia aveva deciso di venderlo a un privato. Risolutivo è stato l’intervento di un benefattore.

Il campo sportivo di Ponte Abbadesse è salvo. Si è conclusa con un lieto fine la trattativa, durata diversi mesi, tra la parrocchia di San Giovanni Bono, proprietaria del terreno, e la società Nuova Virtus, che lo gestisce da diversi anni ospitando più di 500 ragazzi di ogni età. Le grane erano iniziate quando la curia aveva deciso di vendere il campo a un privato impegnandosi con una caparra da 50mila euro. Cosa che aveva scatenato le proteste da parte di tanti cittadini che non volevano perdere una struttura considerata storica per lo sport giovanile cesenate. A quel punto era intervenuto il Comune che aveva messo a un tavolo le parti per cercare di trovare una soluzione. Il nodo centrale restava il pre-contratto che la parrocchia aveva firmato per la cessione che prevedeva, in caso di retromarcia, un esborso di 90mila euro. Occorreva quindi trovare quella somma. Il deus ex machina della situazione è stato un imprenditore che ha deciso di fornire il denaro per sciogliere l’accordo, che poi verrà rimborsato negli anni dalla Virtus.

Noi siamo contentissimi di aver chiuso questa trattativa – spiega Damiano Cecchini della Nuova Virtus - perché questa bellissima struttura rimarrà a disposizione di tutti i ragazzi del quartiere e della città di Cesena

Che succede ora? La parrocchia donerà il terreno al Comune che avvierà un bando per affidarne la gestione. Scontata la partecipazione della Nuova Virtus.

Questo ringraziamento va a tutti le parti che sono state coinvolte, dai genitori alla parrocchia fino al comune. Le attività continueranno e questa penso sia la notizia più bella che si può dare alle famiglie e ai ragazzi che frequentano questo centro




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BOLOGNA: No alle riprese al processo Amato, per Odg e Aser è inaccettabile

"La decisione del presidente della Corte d'Assise di Bologna di non autorizzare le riprese video al processo che vede imputato il medico Giampaolo Amato, accusato di aver ucciso la moglie e la suocera, non è accettabile, soprattutto per le motivazioni. Secondo il presidente della Corte non ricorrerebbe un particolare interesse di rilevanza sociale". È quanto denunciano il presidente dell'Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna, Silvestro Ramunno e il presidente dell'Associazione Stampa Emilia-Romagna, Paolo Maria Amadasi. "Nelle democrazie sono i giornalisti a stabilire l'interesse pubblico e la rilevanza sociale di una notizia, a garanzia della corretta informazione all'opinione pubblica. Una prerogativa che i giornalisti si impegnano ad esercitare nel rispetto della deontologia professionale e dei diritti delle persone coinvolte", si legge nel comunicato congiunto dell'Ordine dei giornalisti e dell'Aser. Il caso del medico Giampaolo Amato "è stato al centro delle cronache, ha fatto discutere la città ed è innegabile che un processo su un presunto duplice femminicidio sia di interesse pubblico. Ci rammarichiamo della decisione del presidente della Corte d'Assise di Bologna, un atto ulteriore di limitazione all'attività della stampa e all'informazione ai cittadini. Nell'auspicare un ripensamento, ricordiamo che altri tribunali dell'Emilia-Romagna hanno autorizzato le riprese per processi simili e che tutta l'attività della stampa si è svolta nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte".