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Thumbnail RAVENNA: Infermiere in carcere dopo abusi su tre pazienti

RAVENNA: Infermiere in carcere dopo abusi su tre pazienti

CRONACA - Il caso in una clinica del Ravennate accreditata Ssn     Un infermiere 31enne, all'epoca dipendente di una clinica psichiatrica del Ravennate accreditata con il servizio sanitario nazionale, è finito in carcere con l'accusa di avere abusato in reparto di tre pazienti poco più che ventenni. L’uomo - come riportato dal Resto del Carlino - è stato raggiunto nei giorni scorsi da un'ordinanza cautelare emessa dal Gip Corrado Schiaretti su richiesta del Pm Stefano Stargiotti. Venerdì, al netto dell'interrogatorio di garanzia, la difesa ha chiesto una attenuazione della misura restrittiva. Secondo verifiche dei carabinieri, gli abusi si sarebbero verificati tra novembre 2022 e gennaio 2023. In seguito una delle tre vittime aveva fatto partire le indagini raccontando cosa le era, a suo avviso, accaduto (i casi potrebbero allargarsi a cinque). La struttura in via disciplinare aveva deciso di sospendere l'infermiere il quale aveva a sua volta deciso di dimettersi. (foto archivio)

TERAMO: Sciopero davanti lo stabilimento di Amadori per la morte di Gaetano Mastroieni

Incidenti sul lavoro, sciopero di 8 ore alla Amadori.     Sciopero di otto ore e presidio davanti allo stabilimento Amadori di Mosciano Sant'Angelo per ricordare Gaetano Mastroieni, l'autotrasportatore 65enne di una ditta esterna morto la sera di lunedì scorso dopo essere stato travolto da un mezzo pesante nell'area logistica dello stabilimento. Ad indirlo sono state le organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil di Teramo, insieme alla Rsu della All Coop di Mosciano (gruppo Amadori). I manifestanti, tra cori e striscioni, hanno presidiato l'area antistante lo stabilimento, tornando a pretendere maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. Un breve corteo ha poi raggiunto il luogo dell'incidente, dove è stata deposta una corona di fiori in memoria dell'autotrasportatore. (foto Cgil Teramo)

ROMAGNA: Demografia, Cisl, “C’è criticità, intervenire su sanità e lavoro” | VIDEO

Analizzando il Report della Regione Emilia Romagna riguardo la popolazione regionale, nel decennio 2012-2022, si nota un leggero aumento della popolazione nel territorio romagnolo, pari allo 0,30%. Tuttavia, questo aumento non è uniforme: Ravenna e Forlì-Cesena hanno registrato rispettivamente un calo dello 0,88% e dello 0,62%, mentre Rimini ha visto un incremento del 2,80%. Ciò ha portato la popolazione romagnola da 1.111.928 a 1.115.293 abitanti. Di particolare interesse è l'analisi delle fasce d'età. In tutte e tre le province si è verificato un calo dei giovani nella fascia di età 0-19, passando da 195.014 nel 2012 a 190.431 nel 2022, con un'incidenza sulla popolazione nel 2022 pari al 17,07%. Anche nella fascia 20-64 anni si è registrato un calo, con un'incidenza del 58,12%. Risulta invece significativo l'aumento dell'incidenza della popolazione nelle fasce 64-79 anni e 80 e oltre, passando rispettivamente dal 15,55% al 16,28% nella prima fascia e dal 7,21% all'8,53% nella seconda. Proiezioni demografiche 2042 Le proiezioni demografiche al 2042 in Emilia-Romagna delineano uno scenario di riferimento che offre interessanti spunti di riflessione sul futuro demografico in Romagna, con un aumento della popolazione romagnola del 1.16% (Ravenna -2%, Forlì-Cesena + 0.57%, Rimini +3,4%), ma concentrato soprattutto nelle fasce di età più alte. Questo fenomeno, afferma il Segretario generale CISL Romagna Francesco Marinelli, solleva importanti questioni riguardo alla capacità dei sistemi sanitari, assistenziali e sociali di rispondere alle esigenze di una popolazione più anziana, così come pone sfide economiche e sociali legate al mercato del lavoro. La risposta allo scenario del prossimo decennio, per Marinelli, dovrebbe essere costruita con un mix di politiche pubbliche locali per un welfare 4.0 di territorio che garantisca la sostenibilità delle spese sociali soprattutto indirizzate al potenziamento dei servizi di conciliazione vita e lavoro e alle fasce anziane della popolazione e incentivino il rafforzamento della medicina preventiva anche grazie a una massiccia digitalizzazione del sistema sanitario di area vasta.

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